Bassetti a Cts: “Misure restrittive non su base nazionale” 

Bassetti a Cts: Misure restrittive non su base nazionale

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Pubblicato il: 10/10/2020 18:51

Domani ci sarà una riunione urgente tra il Comitato tecnico scientifico (Cts) e il ministro della Salute Roberto Speranza per valutare la situazione e la possibilità di adottare nuove misure. “Io non faccio il politico, queste decisioni le prendono i ministri su suggerimento dei sanitari. L’errore però che non va commesso è dare raccomandazioni su base nazionale quando la situazione epidemiologica è diversa da Regione a Regione. Ci sono alcune che obiettivamente sono in difficoltà per l’aumento dei contagi e dei ricoveri, e lì c’è bisogno di una stretta maggiore, altre dove ci sono meno problemi”. E’ il suggerimento che arriva da Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie del Policlinico San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria, rivolge al Cts tramite l’Adnkronos Salute.

“Secondo me – prosegue Bassetti – va dato spazio a chi gestisce il territorio a livello locale. Le Regioni sono le prime ad avere interesse nel non far aumentare i contati e i ricoveri in ospedale perché poi devono gestire situazioni di emergenza. Faccio un esempio: La Spezia. In questa città c’è stato un focolaio e si è deciso di irrigidire le misure e i controlli. Quindi, l’obbliogo della mascherina all’aperto, restrizioni dell’orario dei locali, assembramenti vietati. Un po’ quello che stanno facendo anche in Francia, dove non è che hanno bloccato il Paese ma deciso misure restrittive dove necessario, ad esempio, a Parigi e Marsiglia”.

Bassetti ricorda la sua “perplessità” anche sulle riaperture generalizzate di maggio-giugno in tutte le Regioni. “Allora non ero d’accordo con quella misura – aggiunge – e oggi non lo sono sulla chiusura totale del Paese. Ora occorre delocalizzare questo tipo di decisioni. C’è una situazione di diffusione del virus molto variegata – conclude – quindi è giusto valutare le misure restrittive solo dove servono. Auspico che un lockdown come l’abbiamo vissuto non ci sia mai più”.