Covid, Lamorgese: “Esercenti siano responsabili, ho visto tavolini ravvicinati” 

Pubblicato da in data 10 Ottobre 2020

Covid, Lamorgese: Esercenti siano responsabili, ho visto tavolini ravvicinati

(Fotogramma)

Pubblicato il: 11/10/2020 10:45

Adesso è il momento della responsabilità da parte di tutti, perché non può esserci un appartenente alle forze di polizia dietro ognuno di noi, siamo noi che dobbiamo essere responsabili. Quando parliamo degli esercenti, dei commercianti e dei gestori dei bar, anche da parte loro ci vuole senso di responsabilità. Io penso anche al distanziamento tra tavolini, per esempio ieri ho visto nei bar all’aperto tavolini molto ravvicinati, anche questo sarà oggetto non solo dei controlli delle forze di polizia ma anche di attenzione da parte dei titolari degli esercizi pubblici. Questa è una battaglia che dobbiamo vincere tutti insieme”. Così la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, ospite di Maria Latella a ‘Il Caffè della domenica’, rispondendo a una domanda sui controlli all’esterno dei locali.

“Il momento è difficile, le forze di polizia hanno dimostrato nei mesi trascorsi una grande capacità di controllo e grande umanità – aggiunge – Da marzo fino a giugno abbiamo fatto 24 milioni di controlli sulle persone e 470mila sanzioni”.

Lamorgese spiega poi che “la criminalità organizzata si muove con grande rapidità dando il sostegno, parliamo di welfare di prossimità, a chi è in difficoltà, erogando immediatamente risorse” e su questo ”l’attenzione è massima”. “Anche per quanto riguarda l’usura l’attività del ministero dell’Interno è importante: negli ultimi tempi abbiamo erogato 15 milioni di euro a fronte di domande pervenute”, aggiunge.

Poi i migranti. ”Abbiamo mandato i militari in Sicilia non per il Covid ma perché gli arrivi erano tanti e per i controlli necessari abbiamo inviato un numero alto di militari. Nelle strutture di prima accoglienza, dove sono presenti oggi 56mila persone, i casi positivi sono pari al 2,17%. Sicuramente questo è un ambito dove noi poniamo l’attenzione tanto è vero che facciamo tamponi quando arrivano” però ”se vogliamo dirla tutta – sottolinea – questi numeri non sono preoccupanti in relazione ai numeri generali che ci sono sul territorio. Non è che il Covid lo portano i migranti”.


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