Bertolaso: “Ospedale Fiera come estintore per emergenze” 

Pubblicato da in data 11 Ottobre 2020

Bertolaso: Ospedale Fiera come estintore per emergenze

Pubblicato il: 12/10/2020 13:39

“L’ospedale Fiera una cattedrale nel deserto? E’ abbastanza semplice spiegare e far capire a tutti gli italiani un aspetto che viene sempre trascurato nel nostro paese, specialmente in questo momento: una parola che si chiama prevenzione. Io vi porto come esempio questo estintore”. E’ la metafora cui fa ricorso Guido Bertolaso per rispondere alle critiche legate alla nuova struttura allestita a Milano nel momento più buio dell’emergenza Coronavirus.

“L’estintore è presente per legge in tutti i luoghi pubblici, adesso per fortuna anche in molte case e nelle macchine. E’ l’apparecchio più presente in tutta Italia, ma per fortuna è il meno utilizzato di tutti. Però costa”, sottolinea Bertolaso mostrando un estintore nel corso del collegamento con la trasmissione ‘L’aria che tira’ su La7.

“L’estintore non costa come un ospedale, ma è paragonabile. Gli ospedali realizzati in Lombardia e anche qui nelle Marche io li ho chiamati astronavi e sono stato anche deriso per questo, ma sono ospedali modernissimi con tecnologie super sofisticate che rispondono a tutti i requisiti dell’Oms”, evidenzia Bertolaso.

“L’estintore è quello che ci serve in caso di emergenza, non lo usiamo mai ma se c’è un incendio…chi fa protezione civile e gestisce emergenze deve sempre prepararsi al peggio e guardare oltre la siepe, oltre quello che vedono i comuni mortali. Se nel caso del ponte Morandi -osserva- qualche bravo funzionario avesse preteso la chiusura prima del suo crollo lo avrebbero massacrato con l’accusa di aver preso un sacco di soldi per rimettere a posto un ponte che qualche comico diceva che sarebbe rimasto in piedi per altri cento anni. Quando io dissi a L’Aquila pochi giorni dopo quel drammatico terremoto che ci sarebbero voluti dieci anni per ricostruire quella città meravigliosa e che per questa ragione avrei messo tutti gli aquilani in case vere e proprie, non in baracche fredde d’inverno e bollenti d’estate, fui anche lì criticato. Oggi mi pare che a L’Aquila qualcuno mi stia dando ragione”.

Poi conclude: “Non bisogna guardare i sondaggi ma guardare al bene della gente”.


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