L’animatore delle feste Rudi: ”Per i bambini torna l’incubo clausura e videogiochi” 

Pubblicato da in data 11 Ottobre 2020

L'animatore delle feste Rudi: ''Per i bambini torna l'incubo clausura e videogiochi''

Pubblicato il: 12/10/2020 14:54

di Alisa Toaff

Vietare le feste private? ”E’ una vigliaccata, è surreale perché togli la possibilità ai bambini di socializzare. La salute da proteggere non è solo quella fisica ma anche quella mentale. I bambini hanno bisogno di avere degli input, ormai sono alienati, parlano come ‘Gomorra’ perché sono abituati a vedere solo le serie tv e a stare davanti ai computer e ai videogiochi”. Così all’Adnkronos Rodolfo D’Errico, in arte Rudi, ‘l’animatore dei bambini’, in merito a quanto annunciato ieri della ministro della salute Roberto Speranza sull’ipotesi dei limiti alle feste private che potrebbe essere inserito all’interno all’interno del Dpcm. ”Come al solito vengono penalizzati i bambini -sottolinea Rudi- ormai hanno distrutto questo settore. Le ultime feste che ho fatto erano al massimo con 10/15 bambini distanziati, all’aperto e a volte anche con la mascherina. mi sono sempre attenuto a tutte le regole ma la gente ormai è terrorizzata, le scuole e i circoli mi hanno disdetto feste addirittura il giorno prima perché gli organizzatori avevano paura”.

Non possono fami scomparire -continua- Questa decisione non me la sarei mai immaginata! Mi metto a disposizione delle mamme anche come baby sitter, noi viviamo di settimana in settimana e le bollette le devo pagare anche io. Ti immagini le forze armate che entrano in casa della gente a spaventare i bambini? Questo ormai sembra un film di fantascienza. Quest’anno anche Babbo Natale ha deciso di non venire -dice ironico- non gli conviene perché rischia anche lui. Faccio questo lavoro da a 42 anni -racconta Rudi- ho fatto solo questa attività e non ho mai avuto un momento libero. Durante il lockdown mi sono rifiutato di assecondare la buffonata delle feste on-line perché sono totalmente contrario a tutto ciò che aliena i bambini, bisognerebbe staccargli il wi-fi. Io vivo del ricordo che hanno i bambini, di quello che ho fatto per loro, per farli sorridere”.

Noi animatori, aggiunge, ”ci siamo sempre comportati bene. La salute è fondamentale ma bisogna anche lavorare. O chiudi tutto, compresi i supermercati, o si cerca di trovare delle soluzioni. Ormai siamo alla follia. Io stesso anche se lavoro da solo, non so fino a quando riuscirò a resistere con i miei risparmi. Io già non lavoravo più con i ritmi di prima, le feste le facevo soprattutto nel weekend. Noi non abbiamo nessuna voce in capitolo -conclude ‘l’animatore dei bambini’- se non ascoltano l’opposizione figurati se ascoltano noi. E’ tutta una ipocrisia. Se chiudi prima i ristoranti, ad esempio, crei più assembramenti perché la gente andrà a mangiare tutta insieme. Non si può entrare anche nel privato delle famiglie. La gente continuerà a vedersi, si passerà alla clandestinità degli affetti. Non credo che ne usciremo e la paura che hanno messo addosso alle persone durerà per mesi e mesi”.


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