Nuovo Dpcm: ecco cosa si rischia 

Pubblicato da in data 13 Ottobre 2020

Nuovo Dpcm: ecco cosa si rischia

(Fotogramma)

Pubblicato il: 14/10/2020 09:53

Dalla mezzanotte di ieri è in vigore il nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte con le misure per contenere il contagio da Covid. Oltre ai vari divieti ed obblighi, il provvedimento – che resterà in vigore per un mese – contiene anche le sanzioni per chi non rispetterà quanto deciso dal Governo nel tentativo di frenare la seconda ondata della pandemia in Italia.

A meno che il fatto costituisca reato, scrive laleggepertutti.it, la violazione delle disposizioni contenute nel Dpcm di ottobre fanno scattare l’illecito amministrativo, che prevede una sanzione pecuniaria da 400 a 3.000 euro. Va precisato che tale illecito è imputabile sia a titolo doloso sia a titolo colposo, mentre viene esclusa la responsabilità in caso di errore incolpevole oppure se la violazione della norma è stata fatta per necessità, per adempimento di un dovere, per legittima difesa o nell’esercizio di una facoltà legittima.

Il quadro sanzionatorio prevede anche il “concorso di persone”: può scattare, ad esempio, nel caso in cui un gruppo di amici, in contrasto con quanto previsto dal Dpcm, decida di trovarsi a giocare una partitella nell’oratorio del paese. Ognuno di loro risponderà, comunque, del fatto con la relativa sanzione.

La sanzione pecuniaria aumenta di un terzo se il mancato rispetto degli obblighi o dei divieti avviene con l’uso di un veicolo.

Inoltre, i locali pubblici che non seguono le direttive del decreto (ad esempio, l’obbligo di far rispettare l’uso della mascherina o di servire le consumazioni solo al tavolino dopo le 21 o, ancora, tirare giù la serranda alle 24) rischiano la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni, oltre alla sanzione pecuniaria.

Chi ci prende gusto a trasgredire e viene sorpreso per due volte a violare la stessa norma, si troverà a dover pagare il doppio della sanzione, quindi da 800 a 6.000 euro. I locali, in questo caso, rischiano la chiusura per il tempo massimo previsto, cioè 30 giorni.

La sanzione viene disposta dal Prefetto. Chi intende presentare ricorso, deve rivolgersi al Giudice di Pace, salvo i casi in cui occorre rivolgersi al Tribunale, ovvero quelli che riguardano la tutela del lavoro, dell’igiene sui luoghi di lavoro o la prevenzione degli infortuni o quando è stata applicata una sanzione accessoria oltre a quella pecuniaria (come la chiusura dell’attività di un locale pubblico).

È possibile pagare la sanzione in forma ridotta: entro 60 giorno dalla contestazione o dalla notifica, il trasgressore pagherà il minimo di 400 euro, ma l’importo scende a 280 euro se lo fa entro i primi 5 giorni.


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