Borsa: Milano inizia l’ottava con il segno meno, Fca in controtendenza 

Pubblicato da in data 25 Ottobre 2020

Milano inizia l’ottava con il segno meno, Fca in controtendenza

(Foto Afp)

Pubblicato il: 26/10/2020 18:22

Avvio di settimana negativo per le borse europee, alle prese con il nuovo balzo dei contagi e con le conseguenti misure restrittive. In questo contesto, il nostro Ftse Mib, che ha terminato a 18.945,14 punti (-1,76%), non ha potuto capitalizzare la decisione annunciata venerdì sera da S&P che, nel confermare la valutazione sul merito di credito italiano, ha alzato l’outlook da “negativo” a “stabile”. La notizia ha invece spinto al ribasso lo spread con i titoli “made in Germany”, sceso del 4% a 129 punti base.

Tra le poche performance positive sul paniere delle blue chip spicca il +0,72% di Fiat Chrysler. A spingere gli acquisti sulle azioni della casa italo-statunitense sono state le indiscrezioni su un presunto via libera delle autorità europee al matrimonio con PSA, destinato a far nascere il quarto costruttore di auto a livello globale.

Nel comparto bancario si segnala il -1,73% di Banco BPM, il -2,19% di Intesa Sanpaolo ed il -1% tondo di BPER. L’aumento di capitale finalizzato all’acquisizione degli sportelli di Ubi Banca si è chiuso con sottoscrizioni al 99,2 per cento.

In rosso anche UniCredit, che oggi ha presentato i consueti dati di consenso per il terzo trimestre. Secondo le stime, tra luglio e settembre il margine di intermediazione dovrebbe essersi attestato a 4,2 miliardi, l’utile ante imposte a 380 milioni e l’utile netto a 300 milioni di euro. Le azioni dell’istituto di Piazza Gae Aulenti hanno terminato la seduta con un -1,4%.

Nel comparto assicurativo, Generali (-1,53%) ha annunciato di aver sottoscritto l’aumento di capitale riservato in Cattolica Assicurazioni (-1,69%) da 300 milioni di euro. Tramite questa operazione, il Leone di Trieste detiene il 24,46% di Cattolica.

La debolezza del greggio, che al momento quota in rosso del 3% a 40,8 dollari il barile, ha finito per penalizzare Eni e Tenaris, che hanno rispettivamente lasciato sul parterre il 3,09 ed il -2,64 per cento. La debolezza dell’oro nero è riconducibile alle misure di contenimento e al ritorno in grande stile della produzione libica (stimata a un milione di barili nel giro di un mese). (in collaborazione con money.it)


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