**Coronavirus: Guzzetta, ‘anche su diritto salute interessi in conflitto, chiave è proporzionalità’** 

Pubblicato da in data 27 Ottobre 2020

Coronavirus: Guzzetta, 'anche su diritto salute interessi in conflitto, chiave è proporzionalità'

Pubblicato il: 28/10/2020 20:09

“Non ci sono diritti tiranni rispetto agli altri diritti fondamentali. E anche all’interno al diritto alla salute ci sono tanti interessi in conflitto da tutelare: il diritto alla cura del covid non è supremo ad esempio rispetto a quello delle malattie cardiovascolari o alle patologie tumorali”. Ne parla all’Adnkronos Giovanni Guzzetta, ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso il Dipartimento di Diritto Pubblico dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che afferma: “La tutela della salute non può diventare una pura retorica. La situazione è molto più complessa. La chiave è il principio di proporzionalità”.

“La giurisprudenza della Corte Costituzionale – spiega, commentando le parole del presidente della Corte costituzionale Mario Rosario Morelli – è granitica nell’affermare che non esistano diritti tiranni e che tutti, compreso quello fondamentale alla salute, devono essere contemperati insieme ai fondamentali”. Tanto più, che una ricerca di equilibrio e conciliazione “si impone anche all’interno dell’esigenza della stessa tutela del diritto alla salute attraverso una misura di contemperamento determinata secondo un principio di proporzionalità, da applicare tra le misure adottate e gli obiettivi perseguiti, cioè tra l’esigenza di limitare un diritto e quella di tutelarne un altro. Senza che nessuno sia mai totalmente annullato”.

“La cosa drammatica – constata il costituzionalista – è che durante l’emergenza covid è stata trascurata l’assistenza nei confronti delle malattie no-covid; cioè si è posto un problema di contemperamento tra le diverse esigenze di cura, e quindi dei diversi diritti alla salute dell’individuo. Inoltre si è affermata una necessità di bilanciamento fra le varie politiche di tutela: un episodio significativo – ricorda – è stato il conflitto che c’è stato fra la regione Lazio e le cliniche private sul tampone molecolare, che ha imposto la necessità di intervento del giudice amministrativo per affermare il diritto delle cliniche private a fare i tamponi”.

La mera e acritica esaltazione del principio di tutela della salute – conclude Guzzetta – in realtà banalizza un’enorme complessità giuridica. E bene ha fatto il presidente della Corte Costituzionale a ricordarlo. In questa materia non si può intervenire a colpi di ascia. Sono necessari strumenti più sofisticati e bilanciati. Del resto anche in altri ordinamenti gli interventi dell’autorità a volte sono stati annullati per aver violato questi principio fondamentali di bilanciamento e proporzionalità”.

(di Roberta Lanzara)


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