Nuovo Dpcm in arrivo: Conte-centrodestra, prove di disgelo 

Pubblicato da in data 1 Novembre 2020

Nuovo Dpcm in arrivo: Conte-centrodestra, prove di disgelo

(Afp)

Pubblicato il: 02/11/2020 20:53

Resta la lontananza tra governo e centrodestra sulla cabina di regia ma si apre qualche spiraglio di collaborazione in Parlamento sulle misure anti Covid da inserire nel nuovo Dpcm che dovrebbe essere ‘varato’ nella versione definitiva domani, probabilmente in serata. Oggi, in Aula per le comunicazioni sulla seconda ondata di contagi, Giuseppe Conte ha rinnovato la necessità di aprire un tavolo di confronto (”se ci fossero ripensamenti, confermo sin da ora che la nostra proposta permane immutata e rassicuro che non sottende una confusione di ruoli, né tantomeno mira a una sovrapposizione di responsabilità”), ma le opposizioni hanno risposto picche, ribadendo che si tratta di un’apertura “tardiva”.

Eppure questo ‘no’ non va interpretato come una secca chiusura al dialogo. Tant’è che Lega Fdi e Fi votano ‘no’ alla risoluzione in Aula della maggioranza solo a ‘misure differenziate’ nel territorio nazionale, astenendosi su tutto il resto, compreso il Mes. Un chiaro segnale di ‘apertura’, che fa il paio con l’accoglimento da parte del governo di 4 punti della risoluzione presentata dall’opposizione a Montecitorio. Punti relativi alla tutela dei soggetti deboli e al rafforzamento delle misure per la sicurezza nelle scuole. Due indizi di una prima convergenza, che lascia intravedere le condizioni per superare l’attuale muro contro muro.

Non a caso su Twitter Nicola Zingaretti scrive: ”Importanti segnali di collaborazione alla Camera. Bene questa prima convergenza politica che da tempo auspichiamo. Perché la lotta al Covid si vincerà insieme, dalla stessa parte”. Da qui l’appello del segretario del Pd all’unità nazionale, dettato dall’urgenza del momento: “Possiamo salvare l’Italia e il suo futuro se saremo capaci di resistere, combattere e agire uniti”. Se disgelo deve essere, l’opposizione fa capire chiaramente al governo che l’unica sede per favorire la ripresa del confronto è il Parlamento e l’occasione viene data dalla prossima legge di bilancio.

“Sono contento se ci ascoltano, però non cambio giudizio sul governo”, dice all’AdnKronos, Matteo Salvini, mentre entra al Senato, commentando i quattro punti della risoluzione del centrodestra, appena votati dalla maggioranza alla Camera. Una frase che sembra non escludere il superamento del muro contro muro sulla cabina di regia.

Antonio Tajani, numero due di Fi, sottolinea: ”Non è vero che noi abbiamo rifiutato di collaborare con il governo, la cabina di regia c’è stata offerta all’ultimo minuto, sabato sera: era un tentativo per scaricare parte delle colpe del governo sulle opposizioni”. Se ”si vuole collaborare, la maggioranza inizi a scrivere insieme la legge di bilancio”. Sulla stessa linea la Lega. ”Il governo conosce la nostre proposte, vuole davvero collaborare? Vuole ad esempio scrivere insieme all’opposizione la legge di bilancio che va riscritta di sana pianta?”, si chiede il deputato del Carroccio, Massimo Garavaglia.

Giorgia Meloni avverte: ”Dispiace che la maggioranza chieda di votare una risoluzione fumosa e priva di concretezza’, come se anche stavolta volesse tenere per sé le misure puntuali che il governo intende adottare nelle prossime ore”. La leader di Fdi lancia un messaggio preciso a Conte: ”Se l’appello alla collaborazione è reale, lo vedremo da come Pd e M5S voteranno sulle proposte di buonsenso che il centrodestra ha messo nero su bianco: per noi infatti l’unica collaborazione possibile avviene in Parlamento”.


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