Rinnovabili, Elettricità Futura: “Situazione grave, intervenire per favorire transizione” 

Pubblicato da in data 3 Novembre 2020

Rinnovabili, Elettricità Futura: Situazione grave, intervenire per favorire transizione

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Pubblicato il: 04/11/2020 13:39

Il settore delle rinnovabili ha “degli obiettivi chiari da qui al 2030 che da un punto di vista industriale non è un termine lunghissimo” ma la situazione “è molto grave”. Lo afferma Agostino Re Rebaudengo, presidente Elettricità Futura, intervenendo alla web conference ‘La spinta delle rinnovabili e dell’efficienza energetica per il rilancio dell’economia nazionale. Le iniziative del Gse‘, nell’ambito della Digital Edition Key Energy 2020.

L’Europa ha alzato il tiro e, spiega Re Rebaudengo, “nelle prossime settimane sapremo definitivamente se l’obiettivo di decarbonizzazione sarà di -55% o -60%. Restando al -55% vuol dire nel solo settore elettrico italiano 100 mld di investimenti e 90mila nuovi posti di lavoro. Il che si traduce nella messa a terra degli impianti o sui tetti di 65 Gw di nuova potenza da fonte rinnovabile nel nostro paese che vorrebbe dire arrivare ad un totale di 120 Gw installato al 2030″.

La realtà però un’altra: “Negli ultimi due anni siamo riusciti a costruire in Italia solo 1 Gw all’anno se continuiamo così arriveremo a 66 Gw, ovvero alla metà di quello che avremmo dovuto fare”. La situazione, dunque, “è molto molto grave”. Per questo “la nostra campagna social si chiama ‘GreenDealOra‘; non possiamo più aspettare”.

Su cosa bisogna intervenire? Per il presidente di Elettricità Futura “è fondamentale che Governo e Regioni lavorino insieme alle associazioni per aggiornare il Pniec nazionale perché contiene un obiettivo vecchio. Contiene un ipotesi di decarbonizzazione di -40% mentre ormai è chiaro che sarà tra il -55 e il -60%. Dobbiamo inoltre definire cosa devono fare le Regioni, altrimenti non realizzeremo mai la transizione energetica o con 65 anni di ritardo”.

Una volta definiti gli obiettivi, “serve una vera responsabilizzazione dei funzionari delegati al permitting a livello comunale e regionale. Perché oggi i funzionari interpretano l’obiettivo di dire di no a questi impianti. E questo è un approccio che deve cambiare”.


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