Nuovo Dpcm, Ricciardi: “Un mese e mezzo per effetto misure” 

Pubblicato da in data 5 Novembre 2020

Nuovo Dpcm, Ricciardi: Un mese e mezzo per effetto misure''

(Fotogramma)

Pubblicato il: 06/11/2020 15:32

“Questi lockdown sono per due settimane e io ritengo che ci voglia più tempo per appiattire la curva epidemica. Non voglio spaventare nessuno, ma due settimane sono probabilmente insufficienti ad arrestare la curva, sicuramente sono insufficienti per invertirla”. Lo ha puntualizzato Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza Covid-19, ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio 1, che si dice convinto di dover “evitare assolutamente un nuovo lockdown nazionale e credo che con queste misure” previste in Dpcm, attraverso la suddivisione in tre fasce di rischio, “lo eviteremo”. Con la tripartizione dell’Italia in ‘colori’, ha spiegato, “di fatto consentiamo ai territori che in qualche modo si attrezzano e si organizzano meglio di essere anche più performanti per quanto riguarda la vita civile, sociale e produttiva, mentre gli altri dovranno rallentare un po’”.

L’esempio cinese e anche quello italiano relativo alla precedente chiusura “dimostrano che ci vuole più tempo – ha spiegato l’ordinario di Igiene all’università Cattolica di Roma – I dati che noi abbiamo sono persino superiori rispetto a quelli di febbraio-marzo in termini numerici e riguardano tutto il territorio nazionale. L’esempio che noi abbiamo è che il nostro lockdown è durato due mesi. I dati cominciarono a stabilizzarsi nei primi giorni d’aprile e a scendere a maggio. Come è successo a Wuhan. Ci vuole tempo. C’è una stabilizzazione e poi la diminuzione normalmente dopo due mesi”.

Per la durata delle chiusure, “dobbiamo valutare di settimana in settimana, ma la mia previsione è che duri un mese e un mese e mezzo. La verità è questa: con i numeri che abbiamo per un appiattimento della curva ci vorrà tempo. Per cui è bene prepararci a una lunga guerra di posizione, che naturalmente rafforza le misure contro la pandemia virale, economica e psicologica. Se diciamo mezze verità e non ci approntiamo per questa guerra con convinzione, per vincerla insieme, finiamo tutti quanti debilitati”, ha concluso Ricciardi.

NUOVE REGIONI ROSSE – “Io spero veramente di no”, che i nuovi dati in arrivo sui contagi da coronavirus non porteranno altre regioni a diventare rosse, da gialle o arancioni che sono. “Però credo che qualche area metropolitana probabilmente potrebbe diventare rossa. Non l’intera regione, ma qualche specifica area metropolitana”, ha affermato poi l’esperto che si riferisce “in questo momento soprattutto all’area di Napoli”. Ma non solo: “Non ricordo a memoria, ma c’è qualche area che è più preoccupante” di altre. “E’ nella potestà delle Regioni farlo”, ossia decidere restrizioni localmente più severe, e “il Governo sicuramente avallerà”.

OSPEDALI – “La situazione degli ospedali è drammatica più o meno in tutta Italia, in certi casi è veramente tragica”, puntualizza poi Ricciardi. La situazione è tragica, ha raccontato, “nel senso che non riusciamo a ricoverare più pazienti, quelli che arrivano in ospedale sono un’altra volta quelli gravi o gravissimi, molti devono rimanere a casa. Le terapie intensive non sono l’indicatore migliore in questo momento, perché fortunatamente li sappiamo intercettare prima e curare meglio. Quindi sono i posti letto normali che si stanno saturando”, ha spiegato. Sono pronto soccorso e ospedali che vanno guardati con attenzione dal punto di vista dell’intasamento, “perché quando di fatto si assorbono con la capacità di posti letto che abbiamo soltanto pazienti Covid, tutti i pazienti con altre patologie non li riusciamo a curare o li curiamo male, per cui di fatto il sistema va al collasso – ha evidenziato Ricciardi – Le conseguenze le stiamo già pagando adesso, purtroppo. Già da febbraio, per fare un esempio, abbiamo dovuto annullare 1 milione e 300mila screening oncologici. Ed è chiaro che alcune di queste persone che non sono state controllate purtroppo svilupperanno una patologia oncologica. Ce ne accorgeremo fra un po’”.

NATALE – Quanto al Natale, “io me lo immagino come un Natale prudente, in cui avremo la possibilità nelle regioni messe meglio di avere un po’ di mobilità”. L’esperto ha però ammonito: “Sconsiglierei di fare cenoni, incontri troppo affollati, perché di fatto la circolazione del virus sarà minore, ma ancora presente. E quindi dovremo fare celebrazioni sobrie e attente”. La situazione sarà “un po’ diversa” da Pasqua scorsa, quando eravamo in lockdown totale, ha aggiunto.

GENNAIO – Tracciando un quadro dei prossimi mesi, Ricciardi ha sottolineato che “noi abbiamo 2 o 3 mesi veramente duri” davanti, “perché ancora non è arrivata l’influenza. Novembre e dicembre sicuramente, e speriamo un gennaio migliore. E poi io credo e spero che dovremo migliorare”. Facendo il punto su come sarà la situazione sul fronte della lotta al coronavirus Sars-CoV-2, l’esperto ha aggiunto: “Speriamo che arrivi un vaccino, speriamo che arrivi una terapia specifica”. E poi, ha sottolineato, “arriverà una stagione anche climaticamente migliore. Il caldo aiuta, perché consente alle persone di non stare tutte chiuse all’interno di ambienti confinati. E’ questo che aiuta, non è che il virus sia meno pericoloso d’estate”.


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