Vigevani (Gardaland): “Da noi nessun contagio, delusi per chiusura” 

Pubblicato da in data 6 Novembre 2020

Vigevani (Gardaland): Da noi nessun contagio, delusi per chiusura

Pubblicato il: 07/11/2020 16:58

Un 2020 “pessimo” e “da dimenticare”, che ha costretto il gruppo a “rallentare, se non fermare, alcuni importanti investimenti. Avevamo degli obiettivi ambiziosi, che non abbiamo raggiunto”. Aldo Maria Vigevani, amministratore delegato di Gardaland, traccia all’Adnkronos il bilancio di un anno non ancora concluso, ma segnato in profondità dall’emergenza coronavirus. Un’emergenza che ha costretto anche il parco di divertimenti sul lago di Garda ad adeguarsi alle nuove normative anticontagio, per poi essere costretto a chiudere dal Dpcm entrato in vigore dalla mezzanotte del 25 ottobre scorso.

Il parco ha investito quasi un milione di euro per riorganizzarsi alla luce della nuova realtà sanitaria. E le misure hanno avuto effetto: nessun dipendente è stato contagiato dal Covid-19 come anche, per quanto noto a Vigevani, nessun visitatore. Ma il parco, come migliaia di altre attività, è stato costretto a chiudere e ha dovuto rinunciare all’apertura invernale, che va dall’8 dicembre a 6 gennaio. Un periodo che vale circa il 6-7% del fatturato. Non briciole per una realtà che in estate ha visto dimezzare gli ingressi rispetto allo scorso anno. “Il lockdown durerà fino al 3 dicembre e non crediamo che la situazione subito dopo permetterà grandi feste o manifestazione. Noi staremo chiusi”, dice.

“Abbiamo iniziato a prepararci già da marzo -spiega Vigevani- preparando un protocollo di sicurezza ispirato anche alle iniziative di altri Paesi, un protocollo complesso, che ha riguardato tutta la permanenza del visitatore, dall’arrivo al parcheggio, all’esperienza del parco, con l’obbligo di mascherina, la misurazione della temperatura, la prenotazione obbligatoria, la sanificazione, le barriere di plexiglas, l’app dedicata per prenotarsi sulle attrazioni”. Per un investimento complessivo di quasi un milione di euro. Ma il protocollo, rivendica l’ad di Gardaland, “ha funzionato, visto che nessuno dei nostri dipendenti si è contagiato, pur stando costantemente a contatto con il pubblico. E dalle informazioni che abbiamo nessuno dei visitatori si è ammalato per essere stato da noi”.

La nuova impennata dei contagi di coronavirus ha però costretto le società attive nel settore dello spettacolo e dell’intrattenimento a chiudere. “Abbiamo compreso la delicatezza della situazione e rispettiamo le decisioni del governo, che però contrastano fortemente con il nostro sentimento. Abbiamo messo in atto un protocollo che ha funzionato. Se ha funzionato prima, non capisco perché non avrebbe potuto funzionare ora”, dice Vigevani. “Con un po’ di arrabbiatura e di delusione, come chiunque, abbiamo chiuso, nonostante le molte prenotazioni anche nei nostri alberghi”.

Nel corso dell’estate, a causa degli ingressi contingentati e dal calo delle presenze, il parco ha subito un calo di circa il 50% dei visitatori rispetto all’anno precedente. Sul totale dei visitatori che ogni anno frequentano il parco il 2020 ha visto mancare il 20% circa di stranieri e un terzo dal Sud Italia. “Ci sono mancati tantissimi italiani del Sud -continua Vigevani- perché c’è la percezione che il Covid sia al Nord, con pericolo di contagio. I visitatori di tante città del Sud, che per noi sono molto importanti, quest’anno sono praticamente spariti”.

Anche dal punto di vista dell’occupazione il 2020 è stato un anno “eticamente negativo”, sottolinea il manager. “Quest’anno ho assunto quasi la metà dei dipendenti. Noi abbiamo circa 230 dipendenti fissi e 1.400-1.500 stagionali. E quest’anno ne sono stati assunti circa la metà”.

Nonostante le difficoltà, per il futuro prevale l’ottimismo. “A livello di gruppo abbiamo definito una curva di ripresa che ci riporterebbe l’anno prossimo, soprattuto nella seconda parte, verso il 70-75% del 2019”, spiega Vigevani. “Per ora siamo abbastanza ottimisti a livello di gruppo, così come anche noi abbiamo riconfermato tutto il cadenzamento dei grandi investimenti per i prossimi anni”. Il parco ha bloccato “quello che sarebbe risultato inutile quest’anno e quindi abbiamo fermato la costruzione del parco acquatico Lego, un investimento di circa 25 milioni di euro. Lo apriremo l’anno prossimo a maggio”, prevede l’ad. “Ma anche gli altri progetti che abbiamo per il 2022, 2023 e 2024 sono stati tutti confermati”.


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