Borsa: Milano chiude positiva, bene Btp Futura 

Pubblicato da in data 9 Novembre 2020

Borsa, Ftse Mib chiude sopra la parità

(Fotogramma)

Pubblicato il: 10/11/2020 18:30

Piazza Affari chiude sopra la parità il day-after i rally innescati dall’annuncio da parte della statunitense Pfizer di un vaccino anti-Covid dichiarato efficace al 90 per cento. Rispetto alle altre piazze europee, il mercato milanese, dove i Ftse Mib ha chiuso a 20.851,58 punti (+0,49%), ha dovuto fare i conti con la debolezza del comparto industriale e delle utilities.

Anche grazie alla buona accoglienza riservata al Btp Futura 2, il titolo destinato al pubblico retail che servirà a finanziare i progetti sanitari legati alla pandemia, lo spread Italia-Germania è sceso a 120 punti base. Dopo i 2,5 miliardi di ieri, oggi la raccolta del nuovo titolo si è attestata a 1,3 miliardi di euro.

A Milano, come detto, le vendite hanno colpito titoli industriali (-4,29% di Prysmian e -1,56% di CNH Industrial) e le azioni delle società di pubblica utilità (-1,5% di Terna, -1,2% di Hera e -0,37% di A2A). Contrazione del 6% per STMicroelectronics, penalizzata dalla debolezza del Nasdaq (che, con il vaccino, potrebbe essere vittima di una rotazione settoriale). Nuovo segno meno per le azioni Diasorin (-1,19%) visto che l’arrivo del vaccino finirà per ridurre l’importanza dei suoi test per la diagnosi del Covid-19.

La performance migliore è stata registrata da Leonardo. Le azioni della società, salite del +7,41%, hanno capitalizzato i rumor relativi la possibile quotazione di Leonardo DRS. A questo proposito, il management ha precisato che l’azienda valuta costantemente le opzioni per la creazione di valore ma, al momento, non sono state prese decisioni in merito.

Seduta di guadagni anche per due colossi del comparto bancario del calibro di Intesa Sanpaolo e UniCredit, in aumento rispettivamente del 4,44 e del 5,17 per cento. Acquisti anche su Eni (+4,07%) e Saipem (+2,27%) grazie alla nuova seduta positiva del greggio: al momento il future con consegna gennaio sul Brent guadagna l’1,7% a 43,1 dollari il barile. (in collaborazione con money.it)


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