Elezioni Usa, da Kim a Bolsonaro i leader rimasti in silenzio con Biden  

Pubblicato da in data 9 Novembre 2020

Elezioni Usa, da Kim a Bolsonaro i leader rimasti in silenzio con Biden

(Afp)

Pubblicato il: 10/11/2020 15:04

Con l’annuncio della vittoria di Joe Biden alle presidenziali americane si sono susseguiti i messaggi di congratulazioni da ogni parte del mondo. Ma non tutti i capi di Stato e di governo si sono complimentati con il presidente eletto e la sua vice Kamala Harris. Alcuni, considerati alleati di vecchia data del presidente Trump, sono rimasti in silenzio. A partire dal presidente brasiliano Jair Bolsonaro, soprannominato il “Trump dei tropici”.

Alla vigilia delle elezioni, Bolsonaro aveva auspicato una conferma del tycoon alla Casa Bianca, definendo “disastrose” le affermazioni di Biden, secondo il quale il Brasile andrà incontro a “significative conseguenze economiche” se dovesse continuare la devastazione dell’Amazzonia.

Anche dalla Russia finora è solo arrivato un eloquente silenzio. Prima del voto, Vladimir Putin aveva dichiarato che Mosca avrebbe lavorato con qualsiasi presidente eletto, ma finora dal Cremlino non è giunto alcun commento ufficiale. “Consideriamo corretto attendere i risultati ufficiali delle elezioni “, ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov. Forse una spiegazione di tutto ciò va cercata nelle parole di Biden, che il mese scorso ha definito la Russia la più grande minaccia alla sicurezza nazionale americana.

Finora gli unici commenti ‘russi’ sono arrivati dal leader dell’opposizione Alexei Navalny, che si è congratulato con Biden, e dal capo della commissione Affari internazionali della Duma, Leonid Slutsky, secondo cui è “improbabile” che l’elezione di Biden porti “aggiustamenti positivi alla politica di Washington verso la Russia”.

Un altro ‘big’ della politica internazionale rimasto finora in silenzio – fa notare l’emittente ‘Nbc’ – è il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, alleato ‘a intermittenza’ di Trump, con il quale in diverse occasioni è anche arrivato pubblicamente allo scontro. Il ministero degli Esteri di Ankara da sabato non si è ancora espresso sulle elezioni americane, ma si è congratulato con il vincitore delle presidenziali in Guinea. La Turchia, secondo l’ ‘Nbc’, ha molto da perdere dall’elezione di Biden, che ci aspetta possa inasprire la posizione di Washington verso il suo interventismo militare.

Nessuna reazione ufficiale è arrivata dalla Cina, che ha visto le sue relazioni con gli Stati Uniti peggiorare drammaticamente sotto Trump per una serie di diatribe che vanno dal commercio, al coronavirus fino ai diritti umani. Prima delle elezioni, tuttavia, la Cina aveva affermato di non voler entrare negli affari interni delle altre nazioni, ma certamente a Pechino non hanno dimenticato che Biden in passato abbia definito il presidente Xi Jinping un “delinquente”.

Un altro presidente che ancora non ha inviato il suo messaggio di congratulazioni è il messicano Andrés Manuel López Obrador. “Riguardo alle elezioni Usa, rimarremo in attesa fino a quando tutte le questioni legali non saranno risolte”, ha affermato López Obrador lo scorso sabato durante una conferenza stampa. “Non posso congratularmi con un candidato o con l’altro. Voglio attendere che il processo elettorale si sia concluso”, ha detto il presidente messicano, che dopo gli scontri iniziali tra Messico e Usa, ha riconosciuto di avere raggiunto un buon livello di relazioni con l’Amministrazione Trump. “Il presidente Trump ha avuto grande rispetto per noi e abbiamo raggiunto ottimi accordi, e lo ringraziamo per non avere esercitato interferenze e per il rispetto che ci ha mostrato”, ha commentato López Obrador. Va ricordato che gli Usa sono il principale mercato per le esportazioni del Messico.

C’è poi la Nordcorea, che finora attraverso i media ufficiali ha accuratamente evitato riferimenti alle elezioni Usa. Dopo la “relazione speciale” tra Trump e Kim Jong Un, l’elezione di Joe Biden potrebbe rivelarsi sgradita a Pyongyang. In passato, i media del regime affermarono che Biden meritava una “punizione” per avere insultato la dignità del Paese.

Infine, va ricordata la gaffe del premier sloveno Janez Jansa, che si è prematuramente congratulato con Trump la scorsa settimana e si è poi ripetuto. “E’ chiaro che il popolo americano ha eletto @realDonaldTrump and @Mike_Pence per altri 4 anni. Più i media mainstream ritarderanno e negheranno i fatti e più grande sarà il trionfo per il presidente degli Stati Uniti”, aveva scritto Jansa in un tweet, che ha poi espresso nuovamente dubbi sulla legittimità della vittoria di Biden.


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