Adinolfi nuovo presidente Giovani Confapi, ‘da noi proposte concrete’  

Pubblicato da in data 11 Novembre 2020

Adinolfi nuovo presidente Giovani Confapi, 'da noi proposte concrete'

Luca Adinolfi, neo presidente Giovani Confapi

Pubblicato il: 12/11/2020 18:44

“È doveroso ringraziare gli associati che hanno creduto nel mio programma. Per me è motivo di grande orgoglio rappresentare i giovani imprenditori in questo momento così decisivo. La nostra base associativa è ampia e diversificata sia per categorie di business che per dimensioni. Spero di esserne all’altezza insieme alla squadra che mi accompagnerà in questi anni”. È il commento a caldo che Luca Adinolfi, eletto questo pomeriggio, presidente dell’associazione Giovani Confapi, rilascia all’Adnkronos.

Nato a Sesto San Giovanni nel 1989, oggi azionista di riferimento di un gruppo operante nella filiera del brokeraggio assicurativo, Adinolfi ha ben chiara la linea che la Giovani Confapi intende intraprendere: “attueremo un modello propositivo tentando di essere un partner per le istituzioni nazionali e regionali. Sarà un modello con cui intendiamo criticare ma, se possibile, senza unirci ai trend del momento, dove attaccare senza proposte sembra essere la soluzione”.

“Sparare nel mucchio oggi è senza dubbio semplice ma non fa parte del nostro Dna. Porteremo proposte e soluzioni concrete alle parti sociali con la concretezza che ci ha sempre contraddistinti e che oggi è una condizione necessaria” rileva Adinolfi.

Nel commentare la misura europea del recovery fund, il neo presidente dei Giovani Confapi, sottolinea che “altre nazioni europee come Portogallo, Spagna e Francia, stanno valutando l’ipotesi di non aspettare i prestiti del Recovery Fund e finanziare la ripresa tramite i propri titoli di Stato”. I tassi d’interesse, rileva, “sono ai minimi storici grazie all’azione della Bce, che ha finalmente capito che per salvare l’economia europea deve comportarsi come tutte le altre banche centrali del mondo quando c’è in gioco l’interesse nazionale bisogna essere pragmatici e non ideologici. Se oggi possiamo finanziare il nostro debito a costi prossimi allo zero potrebbe non avere senso aspettare i tempi e le condizioni del Recovery Fund, di cui conviene mantenere solo la parte relativa agli aiuti a fondo perduto”.

“Se riusciamo a rilanciare subito l’economia italiana potremmo anche non dover attendere misure di sostegno che tanto, pare di capire, sono impossibili da ottenere con la struttura patrimoniale attuale del paese. Ci aspettiamo che il governo si dedichi al tema in tempi brevi e che le burocrazie europee non dilatino ulteriormente quel tempo che non abbiamo più” conclude Adinolfi.


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