Papa: “Troppi costretti ad aggrapparsi ai barconi per fuggire da virus della guerra” 

Pubblicato da in data 11 Novembre 2020

Papa: Troppi costretti ad aggrapparsi ai barconi per fuggire da virus della guerra

(Afp)

Pubblicato il: 12/11/2020 11:42

“Oggigiorno troppe persone nel mondo sono costrette ad aggrapparsi a barconi e gommoni nel tentativo di cercare rifugio dai virus dell’ingiustizia, della violenza e della guerra”. E’ il grido di dolore del Papa sul dramma dei migranti. Bergoglio, come riferisce il Centro Astalli, ha scritto una lettera lo scorso ottobre in occasione del 40° anniversario dalla fondazione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) da parte di padre Pedro Arrupe.

“I miei pensieri vanno specialmente ai tanti uomini, donne e bambini che si rivolgono al JRS per cercare rifugio e assistenza. Sappiano – scrive il Pontefice – che il Papa è vicino a loro e alle loro famiglie e che li ricorda nelle sue preghiere. Mentre rinnovate e approfondite il vostro impegno nel servire i bisogni vari e complessi dei rifugiati e degli sfollati, prego che tutti voi possiate trarre incoraggiamento e saggezza dalla visione e dall’esempio del vostro fondatore”.

“Di fronte alle sofferenze di coloro che scappavano dalla loro terra in cerca di salvezza a causa della guerra in Vietnam, – ricorda Francesco – padre Arrupe trasformò il suo sgomento in una attenzione profondamente pratica per il loro benessere fisico, psicologico e spirituale. Questo desiderio intimamente cristiano e ignaziano di curarsi del benessere di tutti coloro che si trovano in uno stato di profonda disperazione ha ispirato e guidato il lavoro del JRS in questi 40 anni, dai suoi inizi con i boat people vietnamiti all’inizio degli anni 80, fino ai tempi attuali, con la pandemia da coronavirus che ha reso evidente come l’intera famiglia umana sia “sulla stessa barca”, trovandosi ad affrontare sfide economiche e sociali senza precedenti”.

“Alla luce di queste gravi ineguaglianze, il JRS ha un ruolo cruciale nel far conoscere e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla realtà dei rifugiati e degli sfollati. Guardando al futuro, – sottolinea ancora Bergoglio nella missiva diffusa oggi – ho fiducia che nessuna battuta d’arresto o sfida, personale o istituzionale, potrà distrarvi o scoraggiarvi dal rispondere generosamente alla chiamata urgente di promuovere la cultura della vicinanza e dell’incontro tramite la difesa determinata dei diritti di coloro che accompagnate ogni giorno”.


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