Caso Aldrovandi, Maccari (Fsp polizia): “Dopo oltre 7 anni assolto, erano fake news” 

Pubblicato da in data 12 Novembre 2020

Caso Aldrovandi, Maccari (Fsp polizia): Dopo oltre 7 anni assolto, erano fake news

(Fotogramma)

Pubblicato il: 13/11/2020 20:22

”Sette anni, 7 mesi e 20 giorni di attesa per riparare un danno irrimediabile alla legittima richiesta di una Giustizia equa anche per i cittadini in divisa. Una causa vinta non restituisce serenità, ma conferma l’impegno a difesa dei poliziotti, anche a costi altissimi. Senza megafoni, senza trasmissioni televisive, senza titoli di giornale che hanno portato a minacce di morte, insulti di ogni tipo, radicando l’idea di un fatto che non è accaduto e che oggi è stato, almeno nel Tribunale di Ferrara, riconosciuto come tale”. Lo dichiara il V. Presidente del Sindacato FSP Polizia Franco Maccari, assolto con formula piena perché il fatto non sussiste, oggi, al termine di una vicenda giudiziaria innescata da una querela presentata da Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi.

”Una fake news ante litteram, un incendio mediatico che ha condizionato la vita dei protagonisti, alcuni ormai deceduti da anni, marchiati in modo indelebile per un fatto non commesso. L’amara constatazione che una vittoria non ripaga – prosegue Maccari – di quanto speso e sofferto per poter affermare di nuovo, a viso aperto, la verità: nessuna manifestazione era stata fatta sotto le finestre dell’ufficio della sig.ra Moretti, né sotto la casa della stessa, madre di Federico Aldrovandi, come scritto e ripetuto pedissequamente in più sedi. Il sit-in silenzioso del sindacato di polizia nella piazza principale di Ferrara, che seguiva iniziative identiche anche in altre città, chiedeva che ai poliziotti, come a chiunque altro condannato a sei mesi un fatto colposo, fossero applicate le medesime pene alternative al carcere come per gli altri condannati. Richieste respinte da un Tribunale di Sorveglianza che abbiamo voluto portare dinanzi agli occhi dei cittadini. Tutto qui. Perché chi sbaglia paga, ma chi sta pagando secondo Giustizia deve essere trattato come prevede la Legge, uguale per tutti”.

”Oggi ho voluto ostinatamente perseguire la verità dei fatti: le mie affermazioni durante il congresso regionale del sindacato del 27 marzo 2013, non erano diffamatorie e rese secondo la mia conoscenza dei fatti oggettivi risultanti dai processi. Per arrivare a questo, dopo oltre sette anni, ho dovuto rigettare la richiesta di remissione di querela della sig.ra Moretti e presentarmi in tribunale decine di volte, il tutto solo per poter sostenere le nostre ragioni e spiegare la nostra attività in difesa di tutti i Poliziotti italiani, tutti, grazie soprattutto alla straordinaria professionalità dell’avvocato Eugenio Pini che, per l’ennesima volta, ha dato prova di come concretamente si possano sostenere le ragioni e la tutela delle Forze dell’Ordine costrette a difendersi da continui, ingiusti, strumentali attacchi. Gli effetti devastanti della gogna mediatica, quelli non passeranno mai”, conclude Maccari.

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