Coronavirus, Confcooperative: calo fatturato per 3 coop su 4 

Pubblicato da in data 12 Novembre 2020

Coronavirus, Confcooperative: calo fatturato per 3 coop su 4

Maurizio Gardini, presidente Confcooperative

Pubblicato il: 13/11/2020 15:43

Le perdite in termini di fatturato per le cooperative italiane in questo periodo di crisi economica per il covid-19 “variano da settore a settore, ma il dato medio è pesante: il 74% ha registrato un calo di fatturato. Parliamo di 3 cooperative su 4. Il 17% stabile, solo l’8,3% ha incrementato anche in modo sostenuto il volume”. A segnalarlo è il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini in un’intervista all’Adnkronos. Le misure di contenimento adottate dal Governo, in particolare “lo stop e le limitazioni a bar e ristoranti, – spiega – sta determinando una perdita secca per l’agroalimentare che oscilla tra i 3,5 e i 4 miliardi, ma è l’intera domanda interna che ne risente, perché giorno per giorno si sgonfiano interi indotti. La crisi è generalizzata nelle aree metropolitane come in periferia”.

Una crisi che comunque attanaglia in modo trasversale tutti i settori, anche quelli dove le cooperative continuano a lavorare. “Le misure di contenimento e di contrasto al Covid infatti, hanno polarizzato le posizioni. – spiega Gardini – Da un lato hanno determinato lo stop di alcuni settori, penso alle cooperative impegnate nei settori della cultura, dello spettacolo, dello sport, del trasporto persone e della ristorazione. In altri: agroalimentare, consumo e distribuzione, trasporto merci, pulizie e sanificazioni, assistenza alle persone hanno intensificato la richiesta di beni e servizi”.

“Ma non è tutto oro ciò che luccica, perché – argomenta il numero uno di Confcooperative – tutti i settori hanno dei problemi. Cultura, turismo, sport, trasporto persone e ristorazione escono già gravemente indeboliti dal lockdown di primavera e dagli effetti della crisi”. “Gli altri, pur lavorando scontano vari problemi, – rimarca Gardini – dalla mancanza di manodopera nell’agroalimentare, al personale che si contagia nei settori del welfare, dal crollo della domanda interna al freno dell’export. Per finire i costi per dpi e sanificazioni che devi sostenere e non ti rimborsa nessuno a parità di servizio”.


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