Italia primo produttore farmaci conto terzi in Europa, fatturato supera 2 mld 

Pubblicato da in data 12 Novembre 2020

Italia primo produttore farmaci conto terzi in Europa, fatturato supera 2 mld

(Fotogramma)

Pubblicato il: 13/11/2020 17:31

Il tricolore primeggia in Europa nella produzione di farmaci per conto terzi (Cdmo). E’ quanto emerge dall’indagine Prometeia-Farmindustria 2020 che ‘fotografa’ il settore. L’Italia è infatti il primo produttore continentale con oltre 2 miliardi (2,07) di euro di valore della produzione (pari al 23% dei 9 miliardi stimati per il totale Ue) e supera sia la Germania (1,95 mld di euro) sia la Francia (1,72 mld). Un ruolo importante dunque, che si riflette anche nel numero di persone impiegate nelle aziende del comparto: oltre 10.500 addetti, il 90% laureato o diplomato.

Secondo l’indagine, c’è stata una forte espansione delle produzioni biologiche e ad alta attività nel corso dell’ultimo decennio, arrivando a sfiorare il 20% del fatturato complessivo nel 2020, dal 5% del 2010, con una crescita a un tasso medio annuo del +20,4%. E l’export è più che raddoppiato tra il 2010 e il 2020, con una quota sul totale del fatturato passata dal 57% a oltre il 70%. Un significativo contributo a questa crescita è stato offerto dal continuo rafforzamento delle vendite dirette agli Stati Uniti che, nelle stime per l’anno in corso, arriveranno a sfiorare il 30% dell’export complessivo del comparto (tale quota era inferiore al 20% nel 2017).

L’indagine ha messo in luce, inoltre, come dal 2015 al 2020 gli investimenti in percentuale del fatturato siano passati dal 9% al 17%, un’incidenza più che doppia rispetto alla media manifatturiera. Si tratta di imprese caratterizzate da una forte propensione alla digitalizzazione e da un’elevata attenzione all’ambiente. Negli ultimi anni si è rivelata particolarmente elevata la propensione a investire nella digitalizzazione degli impianti: in media l’80% circa di macchinari e impianti attualmente in uso è integrato o potenzialmente integrabile in modalità 4.0. I piani d’investimento futuri, infatti, sono rivolti a un ulteriore rafforzamento nel medio termine degli investimenti, per tutte le tipologie di applicazioni 4.0.

Le imprese del Cdmo farmaceutico mostrano, inoltre, un’elevata sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale: circa il 7% degli investimenti totali è dedicato all’ambiente, una quota molto più elevata di quella che si riscontra nella media dell’industria (2%). Di questi investimenti, il 57% è diretto all’abbattimento dell’inquinamento, il restante 43% all’adozione di tecnologie pulite, ovvero attrezzature e impianti che abbattono o riducono l’impatto dell’inquinamento alla fonte. (

Ma quale è stato l’effetto della pandemia di Covid-19 sul settore? Le imprese del Cdmo hanno reagito prontamente, garantendo la continuità delle produzioni e le forniture ai clienti. La velocità di risposta ha accresciuto, fa sapere il report, il grado di fidelizzazione dei clienti, portando alla nascita di nuove partnership strategiche. Non solo: l’elevata digitalizzazione dei processi già presente fra le imprese ha favorito un ampio ricorso allo smart working, che ha aiutato i dipendenti nella difficile conciliazione vita/lavoro imposta dall’emergenza, in aggiunta ad altri strumenti di supporto, quali bonus baby-sitter, rimborsi per utilizzo di mezzi privati, fino al supporto psicologico.

Lo scoppio dell’emergenza non solo non ha rallentato i piani d’investimento già programmati (sia in macchinari e impianti che in sostenibilità), ma li ha addirittura accelerati per ottimizzare la produttività a fronte degli adeguamenti organizzativi imposti dalla crisi. Il Contract Development and Manufacturing (Cdmo) si è ormai affermato a livello internazionale come un modello organizzativo largamente diffuso, che permette di esternalizzare la produzione e lo sviluppo di farmaci in fabbriche e laboratori dedicati dotati di ampie capacità operative. In Italia, dove esiste un’importante tradizione manifatturiera, il Cdmo farmaceutico si è molto sviluppato e si registra una cospicua presenza di queste aziende.

Gia a partire dal 2009 in Farmindustria sono rappresentate le aziende ‘terziste’, gruppo che ha ora assunto la nuova denominazione di ‘Cdmo: specialisti della manifattura farmaceutica’, che esprime la vocazione all’eccellenza di questo comparto e che negli anni è cresciuto sempre di più, raggruppando i principali player del settore.


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