La mamma di Tommaso: “Nella lettera a Conte sogni e timori” 

Pubblicato da in data 12 Novembre 2020

La mamma di Tommaso: Nella lettera a Conte sogni e timori

Pubblicato il: 13/11/2020 16:35

Tommaso ha 5 anni, va alla scuola materna e ama il Natale a tal punto che da grande vuole fare l’elfo. Sogna il Natale tutto l’anno, anche ad agosto, “tanto che ci costringe a chiudere le persiane e travestirci anche in piena estate, raccogliendo doni in un sacco e preparando le consegne al suono di Jingle bells”. A raccontarlo all’Adnkronos è Elena, la mamma di Tommaso, il piccolo che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ottenendo dal premier la più grande delle rassicurazioni per un bimbo della sua età: per Babbo Natale nessuna stretta anti-Covid e anche quest’anno, mascherina sul volto e igienizzante in tasca, consegnerà regali da un estremo all’altro del pianeta.

A scrivere la mail, in realtà, è stata Elena: “Tommaso ha un’ottima proprietà di linguaggio ma non sa ancora scrivere – premette – la mail l’abbiamo scritta insieme, per gioco, traducendo i suoi pensieri ma anche le sue preoccupazioni”. Tommaso vive a Monza, in zona rossa, il Covid si sente, si avverte, anche se la scuola va avanti, almeno per ora. L’idea di scrivere a Conte è stata sua, del piccolo.

“Con l’emergenza Covid è capitato a volte di interrompere nostro figlio perché in tv c’era Conte – spiega Elena – per avere informazioni, per capire cosa accadeva, se ci fossero nuove misure in arrivo. Così mio figlio ha familiarizzato con la figura del premier, senza contare che lui è un curioso, anche per le elezioni negli States ha chiesto chi fosse ora ‘il nuovo comandante dell’America’. Sentendo in tv un servizio sull’emergenza e sulle strette in arrivo mi ha detto: ‘mamma, come farà Babbo Natale quest’anno?’. Temeva restasse confinato al Polo Nord, era seriamente preoccupato. Da lì mi ha proposto: ‘chiediamo un’eccezione a Conte, dopotutto è pur sempre Babbo Natale'”.

“Ci siamo seduti al computer e l’abbiamo pensata insieme – racconta ancora Elena – abbiamo riso tanto, ma mentre l’ascoltavo e scrivevo sono emerse anche le preoccupazioni di mio figlio: ‘Babbo Natale è anziano come i nonni, bisogna stare attenti, deve indossare la mascherina’. Al principio non pensavo di inviare quella lettera, era nata per gioco. Ma era così carina che ho cercato l’indirizzo mail del presidente, e l’ho trovato in un lampo. Così l’ho inviata, ho pensato che con tutto quel daffare Conte non avrebbe mai trovato il tempo di leggerla, figurarsi di rispondere”.

E invece, a sorpresa, arriva la chiamata di Palazzo Chigi: gli uomini del presidente del Consiglio annunciano la risposta in arrivo. “A me mancava la salivazione – ricorda Elena – mentre Tommaso si è limitato a uno ‘yuppie’ gridato dalla sua cameretta, mentre era indaffarato coi giochi”.

Elena lo ha preso in braccio e, ancora incredula, gli ha letto la risposta del presidente del Consiglio. “Ne è stato contento – racconta – ma la cosa per lui più importante, oltre alla mancata stretta per Babbo Natale, è il passaggio in cui Conte gli scrive che ora può ambire ad avere un regalo in più: ‘Quindi, mamma, se prima avrei avuto 10 regali ora posso chiederne 11? Davvero?’… Ecco, per mio figlio più che una lettera del presidente del Consiglio contano la garantita libertà di Babbo Natale e i regali in arrivo. L’ingenuità e l’innocenza dei bambini, che scaldano il cuore sempre… ma di questi tempi ancor di più”. (di Ileana Sciarra)


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