Smaila: “In Sardegna è caccia all’untore, diffusione virus non si poteva prevedere” 

Pubblicato da in data 12 Novembre 2020

Smaila: In Sardegna è caccia all'untore, diffusione virus non si poteva prevedere

Pubblicato il: 13/11/2020 13:07

di Ilaria Floris

Quando sono state aperte le discoteche, categoria di cui non faccio parte col mio lavoro, perché io ho un ristorante e faccio spettacolo dal vivo, in Sardegna c’erano i contagi minimi. Come si faceva a sapere, a prevedere che qualcuno che arrivava dai locali di Ibiza avrebbe portato il virus lì e si sarebbe diffuso? Non era possibile. Poi si è rivelato che i contagi si diffondevano e le hanno chiuse. Fine. Non ci vuole Einstein per capirlo”. A dirlo all’Adnkronos è Umberto Smaila, che commenta così la vicenda della riapertura delle discoteche sarde, su cui ora è stato aperto un fascicolo per epidemia colposa.

C’è la caccia all’untore -si sfoga Smaila- Perché parlano tutti della Sardegna? Ci sono migliaia di discoteche in Italia. Sembra che ce ne siano solo tre. Perché non parlano delle discoteche delle Marche o della Romagna? Perché questo accanimento sulla Costa Smeralda? Perché c’era Briatore, che è contrario allo status quo? Oggi che si parli solo della Sardegna è assurdo. E’ come quando hanno accusato gli esperti di non aver previsto il terremoto. Come si faceva a prevederlo?”.

L’ex ‘Gatto’ di Vicolo Miracoli che in Sardegna, a Porto Rotondo, ha animato decenni di serate facendo ballare nei suoi locali, affonda poi il colpo e non nasconde la sua preoccupazione dal punto di vista lavorativo. “Noi siamo a casa disoccupati, ma di questo non frega niente a nessuno. Lo Stato se ne fotte. Non è cambiato molto rispetto al Medioevo, gli artisti venivano seppelliti in terra sconsacrata”, dice. “Soprattutto non trovo un aiuto nei personaggi importanti della musica. Hanno detto qualcosa, ma poi si sono ritirati”.

Infine un pensiero ai lavoratori, sardi e non, coinvolti nella vicenda delle discoteche della Costa Smeralda. “Io spero che non ci vadano di mezzo persone che non hanno nessuna colpa. Lì ormai è una lotta squisitamente politica, qualcuno vuole far cadere Solinas perché è di una frangia politica diversa da quella di qualcun altro. La storia si ripete”, conclude Smaila.


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