M5S, il corrispondente di Libération Jozsef: “Di Maio il più abile” 

Pubblicato da in data 13 Novembre 2020

M5S, il corrispondente di Libération Jozsef: Di Maio il più abile

Pubblicato il: 14/11/2020 15:49

Gli Stati Generali del M5S “sono un po’ un’incognita, è difficile interpretare e capire gli umori, i movimenti, sembra un po’ una guerra di tutti contro tutti. Ci sono chiaramente due linee ma è difficile capire quale prevarrà”. A riflettere in questi termini sul prossimo appuntamento politico del movimento è Eric Jozsef, corrispondente a Roma del quotidiano francese ‘Libération’, che definisce il ministro degli Esteri Luigi Di Maio “quello che finora si è dimostrato più abile”.

“Per quanto riguarda l’evoluzione generica – spiega, parlando con l’Adnkronos – mi sembra che ci sia una forma di normalizzazione, di banalizzazione del movimento, che nel bene e nel male ha perso la sua spinta propulsiva, che era anche un po’ sovversiva, aveva dei tratti che potevano preoccupare sulla visione della democrazia. In qualche maniera vediamo che adesso c’è un imborghesimento della classe dirigente del movimento e che tutte le idee che erano in qualche maniera originali o gli aspetti che a volte potevano destare preoccupazione sono state messe in secondo piano. Faccio l’esempio della democrazia diretta, che era in qualche maniera una prospettiva moderna”.

“Il movimento – prosegue Jozsef – ha poi dimostrato di non avere una classe dirigente all’altezza e quindi in un certo senso il ciclo di novità – e il mio non è un giudizio di valore – il ciclo di novità politica, si è in grande parte esaurito. Non vuol dire che scomparirà del tutto perché potrà continuare a rappresentare, a difendere interessi di categorie o regionali o territoriali o dei gruppi sociali però in quanto novità politica si vede che il movimento si è esaurito, per mancanza di classe dirigente e di capacità intellettuale”.

“Sospendendo il giudizio sull’operato di Casaleggio si vede che dal momento in cui è scomparso non hanno saputo trovare un pensiero. Quando dico che non c’è una classe dirigente all’altezza, ci sono però comunque esponenti politici che stanno imparando a muoversi in un ambito di politica più classica e penso che da questo punto di vista Di Maio sia quello che ha più fiuto, più capacità e in qualche maniera studia di più”.

“Ora – aggiunge – è difficile capire quando un congresso comincia nelle condizioni attuali, è molto difficile sapere se l’ala più movimentista, più radicale si organizzi per rilanciare e prendere il potere del movimento oppure se l’ala quasi istituzionale, più politica – di quelli che sono in politica, sono al parlamento – e che cerca di più di radicare il movimento nelle istituzioni, riesca a spuntarla. Ci sono le questioni personali all’interno molto difficili da interpretare…però ci sono chiaramente due linee e non si sa chi vincerà anche se quello che finora si è dimostrato più abile è Di Maio”.


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