Vaccino Covid, Bassetti: “Italia già in ritardo” 

Pubblicato da in data 16 Novembre 2020

Vaccino Covid, Bassetti: Italia già in ritardo

(Afp)

Pubblicato il: 17/11/2020 22:33

“Siamo già in ritardo secondo me. Per fare 120 milioni di vaccini in 6 mesi, bisogna prepararsi. Bisogna appoggiarsi all’esercito, alle farmacie, al volontariato”. Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, accende l’allarme sulla distribuzione del vaccino anticovid in Italia. Pfizer e Moderna stanno completando l’iter per il varo dei rispettivi vaccini, che potrebbero essere già disponibili nel giro di poche settimane. In Italia, si inizieranno a vaccinare le categorie più esposte al contagio e i soggetti più fragili. Quindi, si allargherà il processo al resto della popolazione. “Se pensiamo di vaccinare tutta questa gente appoggiandoci solo ai dipartimenti di prevenzione ci mettiamo 5 anni”, dice Bassetti a DiMartedì.

Il professore si sofferma con spirito critico anche sulla composizione del Comitato tecnico scientifico. “Nel cts non c’è un professore di immunologia, non c’è un professore di microbiologia, non c’è un professore di malattie infettive e non c’è un professore di virologia. Ce la vogliamo fare una domanda?”, si chiede.

Nell’attuale emergenza dell’Italia, “abbiamo segnali abbastanza positivi, abbiamo raggiunto un plateau. Ma stiamo correndo a 3000 metri e si fa molta fatica, bisogna scendere a 2000 metri”. Le regioni sono divise in zone differenti in base al rischio: “Una regione deve uscire da una fascia quando i numeri migliorano. Il sistema deve essere dinamico altrimenti arriviamo a un lockdown totale facendo l’errore della prima ondata. A marzo-aprile l’emergenza era concentrata in 5 regioni, probabilmente si potevano evitare due mesi di lockdown a regioni che non avevano contagi”.


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