“Oltre 200 medici morti, la sicurezza è un diritto” 

Pubblicato da in data 18 Novembre 2020

“Non ce lo saremmo mai aspettati, quando tutto è iniziato. Eppure è successo”. Cosi il presidente della Fnomceo (la Federazione nazionale degli Ordini dei medici) Filippo Anelli, commenta l’aggiornamento dei medici deceduti per Covid dall’inizio della pandemia, arrivato oggi a quota 201.

“Il tema della sicurezza degli operatori sanitari deve essere una priorità di sanità pubblica, oggetto di una grande attenzione – prosegue – Gli ospedali si sono attrezzati per far fronte alla pandemia, creando percorsi sporchi e puliti e dotando il personale dei dispositivi individuali di protezione adeguati al grado di rischio. Lo stesso si deve fare sul territorio, potenziando le Usca, le Unità speciali dedicate alla cura del Covid-19, che devono affiancare e supportare i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, i medici di continuità assistenziale, del 118, delle Rsa, gli specialisti ambulatoriali in un percorso di cura in piena sicurezza, per gli operatori e per gli assistiti”.

“La sicurezza è un diritto dei lavoratori, per i medici e gli operatori sanitari lo è in maniera particolare, in quanto è garanzia della sicurezza delle cure e dunque del diritto alla salute dei cittadini – conclude il presidente Fnomceo – I medici hanno il diritto di curare i loro assistiti, e di poterlo fare in piena sicurezza”.


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