Coronavirus: le Province a Conte, ‘apriamo un tavolo, su cantieri più forti dei comuni’  

Pubblicato da in data 19 Novembre 2020

le Province a Conte, ''apriamo un tavolo, su cantieri più forti dei Comuni''

Pubblicato il: 20/11/2020 16:57

Un tavolo con il governo per aprire al più presto il fronte dei cantieri. Le province italiane lo chiedono al premier Giuseppe Conte, dati alla mano e forti dei risultati sul fronte del supporto sanitario conseguiti soprattutto durante la prima ondata di Coronavirus. ”abbiamo fatto un monitoraggio attento sulle opere che si possono fare e lo abbiamo inviato al governo -dice all’Adnkronos Vittorio Poma responsabile Infrastrutture dell’Upi, Unione Province italiane- chiediamo l’apertura di un tavolo perchè come province abbiamo un patrimonio viabilistico sterminato e possiamo iniziare a cantierare in poco tempo, e abbiamo dimostrato di avere un grado di utilizzazione delle risolse superiore a quelle dei comuni. Le province -sottolinea-possono essere un volano fondamentale e lo sviluppo locale può diventare uno dei motori di per rilanciare il nostro paese”.

Al governo le Province chiedono un piano straordinario di investimento e riqualificazione di questa rete e che siano poi precisate meglio ”alcune funzioni” che avrebbero potuto rivelarsi utili nella prima fase dell’emergenza partendo dal fatto ”che l’Italia è fatta da migliaia di comuni che molto spesso fanno fatica a dialogare con le Regioni e hanno bisogno di un interlocutore intermedio”. Poma porta ad esempio la gestione dell’emergenza sanitaria ”noi non abbiamo più un ruolo con il sistema sanitario, ma se avessimo avuto competenze di raccordo nella gestione del servizio il bilancio della prima ondata sarebbe stato diverso”.

Difficile quantificare in numeri, ma secondo Poma ”sarebbe importante che il codice del terzo settore restituisse alla Provincia un ruolo e una funzione centrale di collegamento tra istituzioni locali e autonomie locali e istituzioni sanitarie.In questo momento ad esempio sarebbe di grande aiuto per cercare di mettere a disposizione personale alle ats che non ne hanno abbastanza. Coordinare il rapporto tra Ats, Rsa e comuni diventa fondamentale e nella prima fase, questa mancanza di coordinamento ha accelerato la diffusione del virus”. E nonostante un ruolo ”di cursore in questa emergenza, le province sul fronte sanitario hanno fatto molto, fiancheggiando tutta una serie di attività che sono andate a integrare gli sforzi per assistere le persone e la macchina organizzativa”.


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