I boss ballano la techno, lo spot ‘choc’ di Klaus Davi 

Pubblicato da in data 19 Novembre 2020

I boss ballano la techno, lo spot 'choc' di Klaus Davi

Klaus Davi (Fotogramma)

Pubblicato il: 20/11/2020 11:06

Da Vincenzino Zappia, spietato sicario della mala calabrese, a Walter Schiavone, figlio di “Sandokan” e figura di primo piano della Camorra napoletana; dal capo della cupola di Cosa Nostra ed erede di Totò Riina, Settimio Mineo, al leader della mafia italoamericana Francesco Inzerillo; dal numero uno della ‘Ndrangheta di Archi, Franco Benestare, al leader criminale Francesco Pesce, capo indiscusso di Rosarno; dal rampollo dei picciotti palermitani Leonardo Greco, nipote di Michele Greco detto “il Papa”, fino al capo assoluto della ‘Ndrangheta, Giovanni Tegano detto ‘uomo di pace’ . Ancheggiano, gesticolano e ondeggiano a ritmo di uno scatenato e ipnotico brano techno-rave come non si erano mai visti. Tutto ciò accade in uno spot pubblicitario il cui autore è il massmediologo Klaus Davi, che ha ideato il commercial – in cui interpreta il ruolo del DJ che dà il via alle danze – in occasione del lancio del suo nuovo libro, “I Killer della ‘Ndrangheta” , in libreria dal 24 novembre. Grazie a un’opera di rimontaggio e missaggio delle scene di boss e killer al di fuori dei commissariati di tutta Italia (curata dal giovane film-maker Giacomo Arrigoni), l’audacissimo video punta a rileggere in chiave satirica il rito che scandisce l’uscita dei mammasantissima dalle questure immediatamente dopo i fermi di polizia, per essere poi indirizzati nei rispettivi carceri di destinazione tra gli applausi di familiari e affiliati. Il video, che avrà anche una diffusione televisiva, promuove l’ultima fatica di Davi. L’opera tratterà i casi di dieci sanguinari killer delle ‘Ndrangheta, con testimonianze che provengono da figure come Tito Raso – 50 omicidi – e Nino Fiume, killer dei De Stefano; e poi Damiano Vallelunga, capo dei “viperai delle Serre”, e Gennaro Pulice, il “killer intellettuale di Lamezia ”; il sanguinario Nino Bellocco di Rosarno, il freddo Antonio Cuzzola poi pentito , “la Belva” Gino Molinetti, il “carabiniere killer” Donato Giordano, il “killer in franchising” Sergio Prezio e l’assassino poi pentito Luigi Bonaventura. “So che il mio è un messaggio molto forte e diverse persone non gradiranno, ma ormai la mia convinzione è netta. Dobbiamo smetterla di celebrare queste persone, e questo vale anche per lo Stato. Credo più in Andy Warhol che nella spesso vuota e autoreferenziale retorica dei certa antimafia”, spiega l’autore del libro, Klaus Davi.


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