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Covid, vaccinati possono infettare? Da Burioni “cauto ottimismo” 

Covid, vaccinati possono infettare? Da Burioni cauto ottimismo

(Fotogramma)

Pubblicato il: 26/11/2020 12:55

Non sappiamo se i vaccini contro Covid-19 impediranno solo la malattia o anche la trasmissione” dell’infezione. “I risultati preliminari a mio giudizio inducono a un cauto ottimismo. Ma l’ottimismo non basta, ci vogliono le prove”. Così il virologo dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano Roberto Burioni torna sull’argomento che l’ha visto contrapporsi sui social alla collega Ilaria Capua, sulla questione che chi si vaccinerà contro Sars-CoV-2 potrebbe o meno trasmettere la malattia.

“Una legittima domanda è quella che chiede se chi è vaccinato può avere un ruolo nella trasmissione della malattia. In altre parole, chi è vaccinato si infetta e non si ammala ma trasmette il virus, oppure chi è vaccinato non si infetta, non si ammala e non trasmette il virus? La questione è importantissima – evidenzia il virologo – perché nel primo caso non sarebbe possibile instaurare una immunità di gregge, nel secondo sì”.

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“Specifichiamo subito che per i vaccini in sperimentazione contro Covid-19 non lo sappiamo ancora, ovviamente. Lo sapremo in pochi mesi, se i vaccini verranno autorizzati, osservando i vaccinati – puntualizza Burioni – Ma cosa succede per gli altri virus e batteri contro i quali abbiamo già un vaccino? In realtà la situazione è molto buona. Tutti i vaccini che abbiamo a disposizione sono in grado di impedire non solo la malattia, ma anche la trasmissione. Pure un vaccino che in teoria non doveva dare minimamente fastidio al patogeno (quello contro la difterite, che colpisce non il batterio, ma una tossina che il batterio produce) si è dimostrato eccezionale nel ridurre la circolazione di questo microrganismo. Morbillo, varicella, parotite, emofilo, epatite A, epatite B, meningite Acwy: tutti questi vaccini proteggono il paziente dalla malattia e impediscono (quando la vaccinazione è coronata da successo, chi non risponde al vaccino ovviamente non è protetto dalla malattia, si infetta, si ammala e trasmette il patogeno) la diffusione dell’infezione nella comunità”.

Ci sono eccezioni parziali, evidenzia il virologo. “Il vaccino contro la poliomielite Salk non dava un’immunità completa dalla reinfezione e dalla ritrasmissione; però ha contribuito egualmente a fare passare i casi di polio da decine di migliaia a poche decine in un tempo molto breve. Poi è arrivato il vaccino Sabin che ha spazzato via la polio da quasi tutto il mondo”, rimarca Burioni.

“Il vaccino contro la pertosse è sicuro ed efficace, ma la protezione ha una durata non lunghissima. Mentre la protezione sta svanendo è possibile che il vaccinato venga infettato, non sviluppi la malattia e trasmetta inconsapevolmente l’infezione. Ma da un lato è un’eccezione, dall’altro basta fare un richiamo e si è a posto”, conclude l’esperto.

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