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Influenza, medici: “Caos vaccini in tutte le Regioni” 

Influenza, medici: Caos vaccini in tutte le Regioni

(Foto Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 26/11/2020 17:34

Oggi se si chiede com’è la situazione sui vaccini antinfluenzali a qualsiasi medico di famiglia pressoché in tutte le regioni, si riceve più o meno la stessa risposta: c’è una difficoltà oggettiva a dare una risposta efficace su questo fronte. E c’è molta frustrazione per questo. Alcuni sono arrabbiati neri, sono in mezzo a due fuochi. E allora io mi faccio portavoce dei camici bianchi e voglio lanciare un doppio appello. Il primo è rivolto alle Regioni: siano trasparenti nei confronti dell’opinione pubblica, perché non è giusto che siano i medici famiglia a dire che non hanno i vaccini. Chi amministra dica ai cittadini come stanno le cose. Ai cittadini invece chiedo: comprendete il difficile ruolo dei medici di famiglia, il problema dei vaccini non si risolve facendo pressioni su di loro”. A parlare è Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo).

Il camice bianco spiega che di difficoltà sul fronte vaccini antinfluenzali se ne rilevano in maniera generalizzata. “I medici – spiega all’Adnkronos Salute – sono due volte vittime di questo sistema: da una parte ci sono le amministrazioni regionali che non sono in grado di dare loro un numero sufficiente di dosi, dall’altro la perenne pressione da parte dei cittadini che vogliono essere vaccinati subito. E’ anche vero che la mancata fornitura dei vaccini da parte di regioni e aziende sanitarie è frutto anche di una difficoltà che esiste a livello europeo di dare una fornitura soddisfacente per tutte le nazioni, Italia compresa. Anche le Regioni che si sono attivate per prime (come Puglia, Campania e Lazio) spesso si trovano con i contratti non onorati dalle aziende”.

“C’è poi da considerare che i medici da una parte hanno fatto una gran pressione per sollecitare una deliberazione sulla campagna vaccinale e una volta che è stata fatta i vaccini non si trovano. E’ difficile da spiegare – ragiona Anelli – Va compreso il difficile ruolo dei medici di famiglia che devono da un parte tranquillizzare i cittadini e dall’altra continuare a sollecitare Asl e aziende sanitarie perché gli diano i vaccini per somministrarli. Va fatto comunque capire ai cittadini che c’è tempo per vaccinare, fino a gennaio. Spesso, in assenza di trasparenza, non possono capire e l’interfaccia rimane il medico. Bisogna fare chiarezza o la situazione diventa insostenibile”.