Covid Italia, Iss: numeri in calo ma ancora alti 

Covid Italia, Iss: numeri in calo ma ancora alti

(Afp)

Pubblicato il: 04/12/2020 19:08

In tutte le Regioni d’Italia i valori di incidenza dell’infezione da Sars-CoV-2 “stanno decrescendo, ma parliamo ancora di un numero di casi particolarmente significativo che mette sotto stress il nostro Servizio sanitario nazionale”. A sottolinearlo è il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro. “Sostanzialmente un po’ tutti i Comuni italiani sono coinvolti in questa pandemia – ha rilevato – La grande differenza di questa seconda fase” dell’emergenza, “rispetto alla prima, è che non c’è una Regione del nostro Paese che non sia coinvolta in questa epidemia“.

“In quest’ultima settimana abbiamo una crescita della parte leggera degli asintomatici, che con i paucisintomatici superano il 70% della casistica” di Covid-19 in Italia. Insieme alle persone con sintomatologia lieve, “queste tre categorie coprono gran parte” della popolazione che contrae l’infezione, mentre “la parte severa o critica rimane costante”, ha aggiunto Brusaferro. “L’età mediana delle persone che contraggono l’infezione è tra 48 e 50 anni, rimane stabile e questo è un dato positivo. Le fasce d’età più colpite sono fra 15 e 50 anni e tra 51 e 70 anni”.

Quanto all’elevato numero di morti che continua a registrarsi ogni giorno, Rezza ha ricordato che “ci siamo spesso ripetuti che queste curve”, quelle che descrivono l’andamento dei diversi parametri considerati per monitorare l’epidemia di Covid-19, “si muovono con una sequenza temporale: prima si muove l’Rt, poi si muove l’incidenza” delle infezioni, “poi si muovono i ricoveri e l’ultima a muoversi, purtroppo, è la curva dei decessi“.

“Guardando alla situazione europea” di Covid-19 “vediamo che il nostro Paese si sta lentamente decolorando, il rosso intenso comincia progressivamente a trasformarsi in arancione e questo riflette il fatto che un po’ in tutti i Paesi europei l’epidemia sta lentamente cominciando a decrescere. Anche se ce ne sono ancora alcuni, anche nostri confinanti, che hanno un’incidenza più elevata di altri”.

In Italia, “vediamo che la curva mostra un decremento”, “l’incidenza sta calando in quasi tutte le Regioni”, confrontando “le prime due settimane e le ultime due di novembre vedete che il valore di incidenza sta decrescendo ma ci sono ancora alcune regioni che hanno dati crescenti“, ha evidenziato Brusaferro spiegando che “il nostro Paese ha ancora valori piuttosto elevati” in termini di nuovi casi, anche se “il trend si conferma decrescente”.

E, ha sottolineato Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute “anche questa settimana è ancora alto il tasso di occupazione delle terapie intensive che si trova sopra della soglia critica a livello nazionale, anche se si nota un iniziale, lieve decremento dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva. L’incidenza” delle infezioni “è ancora elevata, intorno a 570 casi per 100mila abitanti. Grazie all’effetto delle misure di contenimento scende poco al di sotto di 1 l’Rt”.

“Per questi motivi – raccomanda Rezza – è necessario continuare a tenere comportamenti prudenti, evitare le aggregazioni, usare distanziamento sociale, lavaggio frequente delle mani e tenere sempre la mascherina anche in previsione delle prossime feste”.