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Mes, Crimi: “Con M5S al governo non sarà mai attivato” 

Mes, Crimi: Con M5S al governo non sarà mai attivato

(Fotogramma)

Pubblicato il: 04/12/2020 21:25

Con noi al Governo il Mes non sarà mai attivato e domani saremo sempre in prima linea per non farlo attivare”. Lo ribadisce il capo politico M5S Vito Crimi nel corso dell’assemblea dei gruppi grillini su Zoom., ricordando che “lo abbiamo detto in tutte le salse. Il Mes è uno strumento che non ci piace, obsoleto e potenzialmente dannoso e neanche la riforma è all’altezza di affrontare una situazione come quella del Covid”. “Il M5S – aggiunge – ha scelto di essere critico su alcuni assetti dell’Europa ma non antieuropeista. Ha deciso cioè di provare a cambiare l’Ue dal di dentro. Questo non lo si può certo fare da soli, né lo si può fare nel giro di poco tempo”. “La riforma del Mes non ci piace, certo, ma ho detto che non faremo ostruzionismo se tutti gli altri Paesi europei stanno andando in quella direzione e sono quegli stessi Paesi europei ci troviamo a giocare una partita molto più complessa per il futuro dell’Ue, una partita per arrivare a una visione più ampia”.

Crimi ricorda che “il Mes è uno strumento per noi consegnato ormai alla storia, pensato in un periodo molto diverso spazzato via della pandemia. È uno strumento che però può essere attivato solo con il voto del Parlamento. E in questo Parlamento i numeri non ci sono e non ci saranno. Quindi, il Mes in Italia non esiste: dobbiamo guardare avanti”. “Le sfide che ci si pongono davanti hanno tre nomi: Recovery fund, modifica del patto di stabilità e del fiscal compact. La pandemia in corso ha creato un prima e un dopo nella storia del vecchio continente e dice a tutti una cosa molto chiara: non possiamo tornare al vecchio sistema delle politiche economiche basate sulla stabilità”, proseguito Crimi, aggiungendo: “I parametri del Mes sono legati al patto di stabilità e fiscal compact, quindi attraverso la loro modifica incideremo anche sul Mes. In Europa abbiamo criticato l’atteggiamento di Polonia, Ungheria e Slovenia, che stanno bloccando i lavori sul Recovery plan, strumento per noi fondamentale, per non dire imprescindibile, per garantire un futuro sostenibile al nostro Paese. Ecco, sulla riforma del Mes l’Italia rischia di fare esattamente come loro. Posto che noi il Mes non lo attiveremo”.

“Ottenere tutto quello che è stato ottenuto in Europa, e che si andrà ulteriormente a ottenere, non è stato facile. Certo la riforma del Mes non ci piace, ma in questo momento è come se stessimo chiudendo un attimo nel cassetto uno strumento dannoso, che con noi non verrà mai usato, perché nel frattempo abbiamo aperto e dobbiamo aprire tanti cassetti dell’Europa che verrà dopo il Covid”. “La logica di pacchetto, in fondo, è anche questa. E cioè impegnarsi per il completamento dell’Unione bancaria, per arrivare all’Edis (assicurazione unica sui depositi), ma soprattutto per arrivare a una complessiva riforma dell’architettura economico-finanziaria dell’Ue. Il tempo, poi, saprà essere galantuomo anche col Mes. Del resto anche nel Pd, nei più autorevoli pensatoi europei e tra gli economisti, stanno dicendo a chiare lettere che il Mes, anche con questa riforma, non potrà essere all’altezza dell’Ue del futuro. Anche per questo noi non lo useremo”, ha evidenziato il reggente grillino.

“Tutti siamo consapevoli dell’importanza di supportare l’azione del governo in un momento storico così difficile per il Paese. E tutti siamo convinti che sia necessario dare il massimo sostegno al presidente Conte, che deve poter andare in Europa con un mandato chiaro, forte dell’appoggio del Parlamento e del Paese, come già avvenuto in occasione del Recovery Fund, che ha rappresentato un risultato straordinario ottenuto dall’Italia e dal presidente del Consiglio in modo particolare. In lui abbiamo la massima fiducia perché ha dimostrato di aver sempre saputo difendere e curare al meglio gli interessi del nostro Paese di aver portato dall’Europa più risultati di chiunque prima di lui”, ha detto Vito Crimi.

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