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Anm, Giuseppe Santalucia eletto presidente  

Anm, Giuseppe Santalucia eletto presidente

(Fotogramma)

Pubblicato il: 05/12/2020 19:10

Giuseppe Santalucia, di Area, è il nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Lo ha eletto il comitato direttivo centrale con 30 voti su 36 componenti, 4 voti sono andati a Luca Poniz, presidente uscente, e 2 sono state le schede bianche. Salvatore Casciaro, di Magistratura Indipendente, è il nuovo segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, mentre Alessandra Maddalena, di Unicost , è la vicepresidente.

Magistrato della Corte di Cassazione, dove è in servizio alla prima sezione penale, Santalucia, 56 anni, esponente di Magistratura democratica, è stato capo dell’Ufficio legislativo del ministero della Giustizia quando era ministro Andrea Orlando.

Alla convergenza sul suo nome si è arrivati dopo uno stallo che va avanti da circa un mese, dalla prima convocazione del nuovo direttivo, il 7 novembre scorso, dopo una serie di incontri andati a vuoto, e dopo che Luca Poniz, presidente uscente e magistrato più votato alle elezioni di ottobre, ha annunciato la propria rinuncia alla candidatura proposta in apertura della riunione di questa mattina da Area, che poi, dopo una pausa dei lavori, ha indicato la scelta di Santalucia per la presidenza, sulla quale hanno subito espresso favore i gruppi di Magistratura Indipendente – Movimento per la Costituzione e Unicost.

Santalucia, nato a Catania nel 1964, è in magistratura dal 1989. Ha iniziato come sostituto procuratore a Patti, dal 1993 ha svolto le stesse funzioni a Messina, per poi passare all’incarico di gip al Tribunale di Reggio Calabria.

Successivamente ha prestato servizio, dal luglio 2005, all’Ufficio Studi e Documentazione del Csm, e di seguito all’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di Cassazione, ove ha svolto, per un triennio, le funzioni di coordinatore del settore penale. Nominato consigliere della Corte di Cassazione, è stato assegnato nel febbraio 2012 alla prima sezione penale, ove tuttora presta servizio.

“Bisogna guardare avanti, recuperare credibilità, perché al di là delle responsabilità il danno è comune, per l’intero ordine giudiziario” ha detto Santalucia, intervenuto al comitato direttivo subito dopo la sua elezione, sottolineando la centralità della questione morale, dopo la bufera che ha travolto la magistratura per effetto del caso Palamara.

“E’ un danno che si misura in termini di affidabilità dell’istituzione, senza coprire ciò che è stato ma pensando di ricostruire un tessuto etico di tenuta nei comportamenti dei magistrati, ed è quello a cui l’Anm si impegna”, ha assicurato, ringraziando i colleghi che lo hanno eletto. “Ringraziamento e assunzione di impegno – ha sottolineato – sento il peso della responsabilità si assumere la presidenza in un momento di difficoltà sia per la magistratura, per le vicende che l’hanno scossa, sia perché siamo in un momento in cui una pandemia crea una difficoltà aggiuntiva”.

“Non siamo un soggetto politico a tutto campo, non siamo un soggetto partitico, siamo però interpreti attenti dei valori che la Costituzione assegna all’ordine giudiziario. Saremmo miopi se volessimo privare del nostro contributo il dibattito pubblico sui temi della giustizia e della giurisdizione” ha detto Santalucia.

Quanto all’esercizio dell’azione sindacale, ha sottolineato l’impegno a “dare il giusto valore alle questioni sindacali nel quadro più ampio della difesa dei valori della giurisdizione, che sono quelli che la Costituzione ha delineato. Nessuna azione sindacale può essere fatta al di fuori di questo, l’azione della giunta non sarà distratta sul fronte delle condizioni del lavoro”.

“Il programma della giunta che presiedo non è al ribasso, è un programma di mediazione ma la mediazione non ha un’accezione negativa – ha affermato – Mediazione e compromesso sono ciò che consente di parlarci, trovare punti di incontro e camminare insieme. E’ questo a cui siamo chiamati. Pluralità di idee ma unità di azione per il bene dell’associazione e della cifra democratica del Paese, perché l’Anm è un attore importante della vita politica e della vita pubblica”.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, a quanto si apprende, ha chiamato il neo eletto presidente dell’Associazione nazionale magistrati per augurargli “buon lavoro” e manifestargli “disponibilità al confronto”. Appena possibile ci sarà infatti un incontro al Ministero con i nuovi vertici dell’Anm.