Covid, Pregliasco: “Terza ondata quasi certa, dipende da noi” 

Covid, Pregliasco: Terza ondata quasi certa, dipende da noi

(Fotogramma)

Pubblicato il: 09/12/2020 09:04

“Il rischio è la terza ondata” di Covid-19 “che è un fatto quasi certo. Questo problema c’è e dipenderà da noi la terza ondata. Perché questo virus continua nella sua azione, cerca tutti i soggetti suscettibili, lui vuole diffondersi alla grande”. E’ il monito lanciato da Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, oggi ad ‘Agorà’ su Rai3. “Al di là di alcune variazioni genetiche che ha avuto”, ha spiegato l’esperto, il coronavirus Sars-CoV-2 è “sostanzialmente ancora uguale a quello del primo momento e noi dobbiamo ad oggi continuare in questa opera di contenimento. Ci stiamo rendendo conto che questa è una maratona, non uno sprint”.

E durante la maratona, ha proseguito Pregliasco, “qualche momento per prendere fiato ci vuole. Questo possiamo farlo e il Dpcm ce lo consente anche, ma non dobbiamo sfruttarlo fino in fondo perché di fatto dovremo andare sotto i 10mila casi. Sarei veramente felice se fossero almeno 5-10 mila per poter prevedere di nuovo il tracciamento e l’individuazione di quei focolai che ora si perdono”.

Quanto ai numeri attuali di Covid-19 nel Paese, Pregliasco ha sottolineato come “un confronto con altri Paesi è sempre difficile, perché le modalità di notifica sono diverse. Dovremo valutare meglio il dato più grezzo, cioè la mortalità complessiva perché Covid contribuisce a volte in modo determinante e unico, a volte come cofattore, rispetto a situazioni di fragilità. E’ vero che per la maggior parte dei pazienti che perdiamo oggi si tratta di effetti di patologie che sono state acquisite” in tempi diversi, “a volte nella fase espansiva della seconda ondata, quindi una carriera di sofferenza impegnativa”.

Quindi, a parte il numero di casi “sempre migliore” e la “riduzione delle presenze in terapia intensiva”, questo aspetto dei decessi va visto come “qualcosa che andrà a migliorare nell’arco di due o tre settimane, però il rischio adesso è la terza ondata”, ha ribadito.