Elezioni Usa, respinto ricorso Trump anche in Nevada  

Elezioni Usa, respinto ricorso Trump anche in Nevada

Fotogramma /Ipa

Pubblicato il: 09/12/2020 15:26

Si allunga la lista delle bocciature dei ricorsi di Donald Trump contro la sconfitta elettorale: la Corte Suprema del Nevada ha respinto all’unanimità il ricorso della campagna del presidente contro i risultati nello stato. Tutti i sei giudici hanno infatti appoggiato la sentenza del giudice distrettuale che venerdì scorso aveva stabilito che non vi sono prove a sostegno delle accuse di presunti brogli elettorali in Nevada dove Joe Biden ha vinto con un margine di oltre 33mila voti.

La decisione della Corte Suprema del Nevada è arrivata lo stesso giorno in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti non ha accolto il tentativo i bloccare i risultati in Pennsylvania, sentenza considerata il colpo più duro inflitto al speranza di Trump deragliare l’ufficializzazione della vittoria di Biden con la riunione del Collegio Elettorale lunedì prossimo.

Ma intanto Trump annuncia su Twitter che il suo team si unirà al ricorso presentato alla Corte Suprema dal Texas contro i risultati elettorali in quattro stati chiave, Georgia, Michigan, Pennyslvania e Wisconsin. “Interverremo nel caso del Texas (e di molti altri stati), questo è un caso importante, il nostro Paese ha bisogno di una vittoria!”, ha scritto Trump che ieri ha incassato la nuova, ennesima, sconfitta sul fronte dei ricorsi proprio dalla Corte Suprema che non ha accolto il ricorso contro la vittoria di Joe Biden in Pennsylvania.

L’attorney general del Texas, Ken Paxton, ieri ha annunciato il ricorso contro questi stati nel tentativo in extremis di bloccare l’ufficializzazione delle vittoria di Biden. Nel ricorso il Texas afferma che in questi stati si le regole del voto per posta sono state cambiate in modo incostituzionale, puntando il dito contro le misure adottate a seguito della pandemia. Per questo si chiede alla Corte di rinviare la scadenza di lunedì prossimo per la riunione del collegio elettorale.

Gli attorney general dei quattro stati accusati da Paxton hanno replicato attaccando duramente il repubblicano del Texas definendo un funzionario che “ha messo la lealtà verso una persona prima di quella alla nazione”, ha detto l’attorney general del Michigan Dana Nessel. Dura anche la replica dell’attorney general della Georgia, Chris Carr, unico repubblicano attaccato, che ha affermato che il collega texano afferma “cose costituzionalmente, legalmente ed effettivamente sbagliate riguardo alla Georgia”.