Mes, 6 deputati M5S in dissenso: chi sono 

Mes, deputati M5S in dissenso: chi sono

Pubblicato il: 09/12/2020 11:29

La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Mes con 314 voti a favore, 239 contrari e 9 astensioni. Fra i contrari, spuntano senza sorprese alcuni dissidenti del M5S, in dissenso con il Gruppo sul voto alla riforma. Si tratta di Pino Cabras, Alvise Maniero, Andrea Colletti, Mara Lapia, Fabio Berardini , Francesco Forciniti e Andrea Vallascas.

“Non si può dire votiamo sì perché poi voteremo no. Il vostro parlare sia sì sì, no no, il di più viene da Berlino”, ha affermato il deputato M5S Cabras, parafrasando una frase del Vangelo, annunciando il dissenso dal Movimento dopo le comunicazioni del presidente Conte. Con lui Maniero, che in Aula ha spiegato: “Voterò contro questa risoluzione, che è sbagliata” perché “danneggia l’Italia e appesantirà quella spada di Damocle che i Paesi frugali continuano a far prendere sul nostro Paese”. “Io non indebolirò lei – ha detto rivolgendosi al premier Conte – e non voterò mai contro il mio Paese”.

“Il problema non è se chiederemo l’attivazione ma che autorizzando l’attivazione del Mes, la Bce si riterrà autorizzata all’inizio del 2022 a ridurre l’acquisto dei titoli di debito pubblico e qualora dovesse succedere, con l’aumento dei tassi di interesse, un governo tecnico si troverà a supplicare la tutela del Mes. Con la sua firma lei rischierà infatti di non essere più alla guida del governo. Presidente, si ricordi, che i congiurati non sono quelli che pubblicamente pendono posizione, ma storicamente i congiurati sono i commensali, quelli che siedono al tavolo. Per questo non posso dare voto favorevole alla risoluzione”, l’intervento del deputato del M5S Andrea Colletti, nelle dichiarazioni di voto.

“Votare a favore” della risoluzione di maggioranza “sarebbe un tradimento verso i nostri elettori. Non vi è stato un dialogo con noi e con i nostri attivisti, come avremmo dovuto fare. Noi volevamo smantellarlo il Mes e invece siamo qui e lo abbiamo anche peggiorato. Stiamo portando qui dentro una bomba a orologeria”, così quindi la deputata Lapia, seguita dal collega di Movimento Fabio Berardini, che ha affermato in Aula: “Questo non è un voto contro il presidente Conte. Noi oggi stiamo solamente dando un indirizzo politico al nostro presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo. Sarò coerente con il programma elettorale del M5S e voterò contro una riforma peggiorativa, che consegnerebbe a qualcuno una pistola carica pronta a fare fuoco sull’Italia”. “Il ministro degli Esteri Di Maio e il capo politico Crimi ci dovrebbero spiegare perché vogliono tradire il programma del M5S”, ha aggiunto.

“Questo voto è pericoloso per l’Italia e l’Europa tutta. E’ un errore storico, politico e strategico – ha spiegato il deputato pentastellato Forciniti intervenendo alla Camera -. Il mio è un voto tecnico, non un voto politico contro il presidente Conte”.

“Oggi in aula ho votato No alla risoluzione di maggioranza. La riforma del Mes non va in senso migliorativo. Ma ne peggiora le storture. Il Mes è uno strumento nato corrotto i cui effetti sono palesi nella carne di viva dei greci e non solo. Tra tutte le criticità è da rilevare ancora di più l’allegato III che condiziona l’accesso alla linea di credito precauzionale a una serie di parametri quantitativi”, ha quindi su Facebook il deputato Vallascas, motivando il suo voto in dissenso sulla risoluzione di maggioranza. “Cosa è questo Mes se non un fondo interbancario amico di tedeschi e francesi con un obiettivo punitivo verso i paesi considerati cicale? Cosa se non uno strumento di compressione della libertà dei popoli? C’è un dettaglio che però sfugge: se e quando si farà ricorso a tale linea, ciò accadrà perché il Paese non sarà più in grado di finanziarsi sui mercati e sarà costretto a richiedere tale prestito. Sostenere che un prestito Mes possa essere una scelta discrezionale non risponde a verità. Penso che questi siano validi motivi per votare No”, conclude.