Nobel per la pace, direttore Wfp: “Accetto a nome dei 100 milioni di affamati che aiutiamo” 

Nobel per la pace, direttore Wfp: Accetto a nome dei 100 milioni di affamati che aiutiamo

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Pubblicato il: 10/12/2020 20:48

Il direttore esecutivo del World Food Programme (Wfp), David Beasley, ha accettato il Premio Nobel per la pace 2020 “a nome dei 100 milioni di persone affamate che serviamo”. Questo è più di un riconoscimento, è “un invito all’azione”, ha detto, dopo aver accettato il premio – un diploma e una medaglia d’oro – presso la sede dell’agenzia a Roma, invece che a Oslo, dove tutte le cerimonie sono state annullate a causa della pandemia di coronavirus. Il premio è stato consegnato da Lisa Pelletti Clark, co-presidente dell’International Peace Bureau, organizzazione che vinse il Nobel per la pace nel 1910.

Il Comitato norvegese per il Nobel ha citato il Wfp per i suoi “sforzi per prevenire l’uso della fame come arma di guerra e conflitto”. Il Wfp inoltre “rappresenta esattamente il tipo di cooperazione e impegno internazionale di cui oggi il mondo ha un disperato bisogno”, ha aggiunto Berit Reiss-Andersen, a capo del Comitato.

Beasley ha espresso la gratitudine del Wfp per il riconoscimento degli sforzi dell’agenzia Onu e del suo staff di 19.000 persone “per combattere la fame, mitigare la destabilizzazione delle nazioni, prevenire la migrazione di massa, porre fine ai conflitti e promuovere stabilità e pace”.

Poi ha acceso i riflettori sulle tematiche più urgenti, evidenziando come 690 milioni di persone vadano a letto affamate ogni sera e avvertendo che “a causa di così tante guerre, cambiamenti climatici, l’uso diffuso della fame come arma politica e militare e una pandemia sanitaria globale che peggiora tutto esponenzialmente, 270 milioni di persone stanno marciando verso la fame. Non soddisfare i loro bisogni causerà una carestia che farà impallidire la pandemia di Covid-19″.

Il direttore del Wfp ha infine ricordato le terribili conseguenze della carenza di finanziamenti e della mancanza di accesso ai bisognosi: “Per favore, non chiedeteci di scegliere chi vive e chi muore. Nello spirito di Alfred Nobel, come scritto su questa medaglia – “pace e fratellanza” – sfamiamoli tutti. Il cibo è la via per la pace”.