Gismondo e il convegno Afd: cosa ha detto la virologa a luglio 

Gismondo e il convegno Afd: cosa ha detto la virologa a luglio

Pubblicato il: 12/12/2020 21:39

“Dati controllati male, il covid un’infezione opportunistica. Il coronavirus probabilmente è arrivato in Italia a metà dell’anno scorso”. Tornano alla ribalta parole di Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, a margine di un convegno organizzato a luglio a Berlino. Un articolo di Repubblica ha acceso i riflettori sulle dichiarazioni, rilasciate a margine di un evento organizzato dall’Afd, partito di estrema destra, al Bundestag. Il video dell’intervista, realizzata dal giornalista Billy Six in inglese e diffuso online dal reporter con sottotitoli in tedesco, è ancora presente su YouTube. Sulla pagina Facebook di Six è reperibile il post relativo al convegno a cui l’Afd ha invitato “9 specialisti e decine di rappresentanti di politica e società per discutere apertamente della realtà del coronavirus per la prima volta”.

“Qual era la vera situazione in Italia a marzo e ad aprile?”, chiede Six nell’intervista video. “Confusione, con così tanti dati e con dati falsi. Ogni giorno il governo e il ministero della Salute hanno pubblicato dati su positivi e morti, ma non siamo sicuri che siano dati controllati. La confusione principale riguardava persone morte con covid o per covid. Solo al termine di questo periodo il ministero della Salute ha chiarito la situazione, solo 10… o poco più… pazienti sono morti per covid. Altri sono morti infettati dal covid ma con altre gravi patologie. Possiamo definire il covid un’infezione opportunistica, non la primaria”, risponde Gismondo, che nel corso della conversazione fa riferimento anche ai risultati di alcuni test sulle acque reflue che collocherebbero “il coronavirus in Italia probabilmente a metà dello scorso anno”.

Six si sofferma sulle immagini dei camion che trasportavano le salme a Bergamo. “C’erano morti o no nei camion?”, la domanda. “Non posso dire niente, ero nel mio laboratorio. Ho visto le immagini in tv. Penso che non sia stata una scelta giusta mandare in onda queste immagini che hanno creato un impatto negativo a livello psicologico, la gente è andata nel panico e in confusione. Il governo deve dare sicurezza e tranquillizzare le persone”. L’intervista dura quasi 14 minuti e Six torna sulle immagini dei camion di Bergamo. “Possiamo fidarci dei numeri del governo italiano, possiamo fidarci delle immagini dagli ospedali di Bergamo?” “Non ho idea, so che i governi a livello internazionale preferiscono alimentare il panico”. Senza giustificazioni scientifiche? “Sì”.