Coronavirus, Bianchi (Svimez): “Ci aspetta un anno di ricostruzione” 

Coronavirus, Bianchi (Svimez): Ci aspetta un anno di ricostruzione

Luca Bianchi (Fotogramma)

Pubblicato il: 21/12/2020 17:28

“Ci aspetta un anno di ricostruzione e nella fase post pandemica non possiamo accontentarci di una manutenzione, ma dobbiamo pensare a una ricostruzione più ampia, del tessuto economico ma anche e soprattutto del tessuto sociale”. Lo ha detto Luca Bianchi, direttore della Svimez, intervendo al digital talk ‘Questo tempo nuovo – La società e l’economia in un mondo che cambia’, organizzato da Consenso Europa, società di Public affair e comunicazione strategica del Gruppo Hdrà.

“La pandemia non è stata una livella con effetti uguali per tutti -ha sottolineato Bianchi- piuttosto è un pettine che ha fatto emergere tanti nodi, primo tra tutti l’indebolimento dei servizi pubblici essenziali dalla scuola alla sanità. E’ impressionante vedere come la concentrazione della perdita dell’occupazione sia non solo tra i precari, ma tra i giovani e le donne e soprattutto nel Mezzogiorno, area già colpita sia dalla precarietà sia dal divario di cittadinanza”.

Per questo, ha osservato Bianchi, “di fronte alla straordinaria occasione della Nuova Europa e del Next Generation Eu, dobbiamo sapere che saremo in grado di cogliere questa occasione solo se riusciamo a tenere insieme obiettivi di sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale. Sostenibilità sociale è la parola chiave di quello che ci aspetta”.

“Il Rapporto Svimez 2020 -ha proseguito Bianchi- mostra in realtà un’Italia molto più unita e simile nelle sue parti di quella che si è raccontata negli ultimi anni con la contrapposizione tra aree ‘locomotiva’ del Paese e aree ‘vagoni a ridosso’. In realtà c’è un divario Italia-Europa e lì si colloca il divario Nord-Sud. E questa percezione che prima del coronavirus era solo degli economisti, con la pandemia è diventata una percezione di tutti gli italiani”.

“La percezione cioè -ha concluso Bianchi- che per uscire dalla crisi non ci si poteva chiudere entro delle frontiere e che invece serviva la collaborazione di tutti, e di tutte le aree del Paese. L’esperienza della pandemia ha spazzato via l’Italia delle separazioni”.