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Burioni: “No ritardi su vaccino, c’è emergenza varianti” 

Burioni: No ritardi su vaccino, c'è emergenza varianti

(Fotogramma)

Pubblicato il: 22/12/2020 19:40

“Il vaccino efficace l’abbiamo, adesso bisogna vaccinare, vaccinare, vaccinare. L’emergenza di varianti virali è un motivo in più per non perdere tempo. Nessun ritardo può essere tollerato”. Così il virologo del San Raffaele di Milano, Roberto Burioni, spiega su MedicalFcts.it cosa dobbiamo sapere e cosa possono significare le varianti virali del coronavirus come quella appena scoperta nel Regno Unito.

“I virus mutano, tutti, e in particolare quelli a Rna, tra i quali dobbiamo annoverare il nuovo coronavirus – osserva il virologo – Il fatto che il virus muti non significa che non sia possibile avere un vaccino efficace: mutano anche (peraltro più di Sars-CoV-2) morbillo, parotite, rosolia, tutti virus per i quali abbiamo un vaccino efficace. Il discorso sarebbe complicatissimo, ma vediamo di tenerlo il più semplice possibile. Detto che tutti i virus mutano, bisogna però capire una cosa fondamentale. Perché una variante, derivante dalla mutazione del virus, può emergere e diventare evidente com’è successo in Inghilterra?”.

Burioni illustra tre ipotesi: “La prima, la più semplice, è costituita dalla fortuna. Se una variante virale identica alle altre si trova in un evento con mille persone al chiuso senza mascherina, si diffonderà semplicemente perché è stata nel posto giusto al momento giusto – avverte – È già successo quest’estate con la variante spagnola, che si è diffusa grazie alle poche precauzioni prese in quel Paese durante i festeggiamenti estivi. Se quest’ipotesi si dimostra vera, la variante virale non si diffonderà con particolare intensità nei luoghi dove non ci sono stati questi eventi di superdiffusione”.

E poi: “La seconda, ipotesi secondo me la più improbabile, è che la variante sia in grado di sfuggire alla risposta immunitaria indotta da una precedente infezione – prosegue Burioni – Se questa ipotesi è vera, la diffusione di questa variante sarà particolarmente intensa nei luoghi più colpiti dall’epidemia, dove un’immunità più diffusa favorirebbe questa variante rispetto alle altre”.

“La terza è che la variante sia più contagiosa. La maggiore capacità di contagio può dipendere da moltissimi fattori, che si possono anche sommare tra loro – chiosa – Il contagio può crescere perché un paziente diffonde più virus, lo diffonde per un tempo maggiore, la variante può infettare in maniera più efficiente i bambini, addirittura la variante può prevalere perché rende il paziente più contagioso con meno sintomi (quindi addirittura può essere ‘più buona’, è già successo con altri virus). Se questa ipotesi è vera, in un tempo velocissimo questa nuova variante diventerà quella dominante e con essa dovremo fare i conti”.

“Come potete vedere, queste sono ipotesi, che solo l’osservazione dei dati potrà confermare e smentire, tenendo conto che la realtà potrebbe essere anche una miscela delle tre. Per quanto riguarda la variante inglese, al momento non abbiamo certezze, ci sono elementi che portano a sospettare che ci troviamo almeno parzialmente nella terza di queste ipotesi – conclude – In ogni caso, è bene tenere presente che i virus possono mutare solo se si replicano. Esiste una maniera molto semplice e molto efficace per impedire la loro replicazione. Raggiungere l’immunità di gregge in modo che il virus non possa più circolare. Questo si può raggiungere non con il diffondersi dell’infezione, ma solo con la vaccinazione di una gran parte della popolazione con un vaccino efficace”.