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Covid Usa, Congresso approva piano di aiuti da 900 miliardi  

Covid Usa, Congresso approva piano di aiuti da 900 miliardi

(Afp)

Pubblicato il: 22/12/2020 07:24

Il Congresso Usa ha approvato nella notte un mastodontico pacchetto di intervento economico di emergenza, legge di spesa e sgravi fiscali per un totale di 2,3 trilioni di dollari. Prodotto di settimane di intensi negoziati, il testo finale della legge, di oltre 5500 pagine, è stato presentato ieri e approvato alla Camera e poi due ore dopo al Senato, con 92 voti favorevoli e 6 contrari.

Il pacchetto, che contiene 900 miliardi di aiuti economici diretti per il Covid e 1,4 trilioni per la legge di spesa, ora è sulla scrivania di Donald Trump che ha fino al 28 dicembre per firmarlo. L’ultimo intervento diretto di aiuto agli americani per la crisi provocata dal Covid risale ad aprile.

La misura infatti prevede un assegno da 600 dollari per tutti gli americani con un reddito non superiore ai 75mila dollari, un incremento del sussidio di disoccupazione di 300 dollari per 11 settimane, 284 miliardi di aiuti alle piccole imprese, soldi per scuole, ospedali e l’estensione della moratoria degli sfratti. Nel suo complesso si tratta di una delle leggi di spesa più ampie mai votate dal Congresso Usa.

Nella legge vi sono anche 1,3 miliardi per la costruzione di 56 miglia del Muro sul confine voluto da Donald Trump, la cui realizzazione però si prevede verrà bloccata da Joe Biden dopo il suo insediamento il 20 gennaio prossimo.

Compresi anche 153 milioni di programmi per migliorare le relazioni tra i dipartimenti di polizia e le comunità locali, in conseguenza delle proteste contro la violenza della polizia. E un aumento del 3% per i militari e dell’un per cento per i dipendenti federali.

La Casa Bianca ha fatto sapere che Trump firmerà la legge perché “il presidente da mesi spinge affinché venga inviato agli americani il sostegno finanziario così tanto necessario”. Erano mesi infatti che democratici e repubblicani si davano battaglia sul pacchetto e i negoziati, interrotti prima delle elezioni in completo stallo, sono ripresi a metà di novembre permettendo poi, dopo settimane di nuovi intensi colloqui, ad arrivare all’accordo approvato.