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Petrinja, la città distrutta dal terremoto in Croazia 

Petrinja, la città distrutta dal terremoto in Croazia

(Foto Afp)

Pubblicato il: 29/12/2020 16:10

Si trova nella Croazia centrale, nella storica regione di Banovina vicino a Sisak, la città di Petrinja, distrutta dal terremoto di magnitudo 6,3 che ha registrato il suo epicentro a una profondità di dieci chilometri. Conta 13.801 abitanti, 23.413 se si considera l’area metropolitana. Dista circa 50 chilometri dalla capitale croata Zagabria. A ovest di Petrinja si trova Petrova gora (la montagna di Pietro), luogo della battaglia vicino al monte Gvozd tra il re croato Petar Svacic e Colomanno d’Ungheria.

Il suo nome deriva dal latino petrus in quanto fonti storiche indicano che in epoca romana Petrinja e l’area di Zrinska Gora fossero molto ricche di pietre. La prima traccia scritta di Petrinja come insediamento abitato risale al 1240 e riguarda i benefici concessi ai suoi abitanti dal duca di Slavonia Koloman.

Nel 1592 a Petrinja venne costruita una fortezza turca alla confluenza dei fiumi Petrinjcica e Kupa, che doveva appunto servire ai turchi per la conquista di Sisak, Turopolje e Zagabria. Il 10 agosto 1594 la fortezza fu liberata per la prima volta dall’esercito croato e quella data è diventata il giorno della gratitudine verso Dio e San Lorenzo. Questo santo è stato scelto come patrono della città di Petrinja. Petrinja è diventata nel tempo sempre più il luogo di insediamento di molti artigiani e commercianti il ​​cui arrivo segna l’inizio dello sviluppo della città.

Le fondamenta della prima fabbrica croata di salumi furono poste nel 1792, ancora oggi presente come “Gavrilović”, principale fattore di sviluppo economico della zona, ben noto per la qualità dei suoi prodotti gastronomici. Molto attivi anche la decorazione e la lavorazione della ceramica. Altre industrie importanti sono le segherie e la produzione di pavimenti in legno, ma l’economia ha subito un notevole declino negli ultimi 20 anni.

Petrinja faceva parte dei territori napoleonici dal 1809 fino al 1813, quando la città divenne un importante centro di commercio e di traffico. Nello stesso periodo l’esercito francese piantò i tigli che ancora oggi testimoniano quel periodo storico. La prima chiesa cattolica fu quella di San Lorenzo costruita nel 1603.

L’influenza della rinascita nazionale croata nel XIX secolo si fece sentire anche a Petrinja. Nel 1808 fu fondata l’orchestra cittadina, nel 1841 il dipartimento di musica, un anno dopo la biblioteca e la sala di lettura, nel 1862 la scuola di formazione per insegnanti, due anni dopo il coro croato “Slavulj” e nel 1881 la prima tipografia. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, Petrinja era un capoluogo della contea di Zagabria del Regno di Croazia-Slavonia.

Nel periodo compreso tra settembre 1991 e maggio 1995, durante la guerra in Croazia, in molti furono esiliati da Petrinja e la città ha subito una gravissima distruzione. Molti monumenti sono stati eretti in memoria degli eroi di guerra croati e delle vittime della guerra. Nella piazza centrale si trova una statua del politico croato Stjepan Radic assassinato nel 1928.

Nel ricostruire e ricostruire la loro città, gli abitanti di Petrinja hanno tenuto in grande considerazione la tradizione urbana della città mantenendo vive le antiche usanze, celebrando le festività cattoliche e organizzando numerosi eventi culturali, sociali e sportivi.