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Danza, Liliana Cosi: “La mia vita al servizio di Tersicore grazie a Chiara Lubich” 

Danza, Liliana Cosi: La mia vita al servizio di Tersicore grazie a Chiara Lubich

L’etoile Liliana Cosi (Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 04/01/2021 17:34

“Avevo deciso di smettere, di rompere con la danza. Troppe invidie, troppe gelosie, troppe angherie. E’ stata Chiara Lubich a convincermi a non abbandonare la Scala. Avevo 21 anni. Entrai tra le focolarine”. E’ quanto ha dichiarato all’Adnkronos Liliana Cosi, una delle nostre più grandi etoile, interprete assoluta e indimenticabile accanto a Rudolf Nureyev, Paolo Bortoluzzi, Richard Cragun, prima di fondare la sua compagnia accanto a Marinel Stefanescu.

La nostra grande danzatrice ieri sera ha guardato su Rai1 il film dedicato a ‘Chiara Lubich. L’amore vince tutto’, campione di ascolti. “Darei dieci e lode alla protagonista -ha continuato Liliana Cosi- non assomiglia assolutamente a Chiara Lubich, che era bruna con gli occhi scuri, ma l’interpretazione di Cristiana Capotondi ci ha commosso tutti. C’era equilibrio, profondità, verità”.

“Ed anche il regista è stato bravissimo -ha proseguito Liliana Cosi- intelligente, poi, la scelta di concentrarsi sui primi anni della sua ‘vocazione’ la consacrazione a Dio e al prossimo. E’ quello che mi aveva insegnato Chiara Lubich in un momento difficile della mia vita, in un momento di sconforto. ‘Devi continuare a danzare -mi disse- perché è quello che vuole il Signore. Lui ama la bellezza. Devi trasmetterla attraverso la tua danza’. Chiara mi ha aperto li occhi. Come se mi avesse messo davanti il cannocchiale per osservare meglio la realtà. E pensare che, giovanissima avevo deciso di prendere i voti”.

“Chiara -ha ricordato ancora Liliana Cosi- mi ha insegnato a vivere in modo diverso il Vangelo, mi ha insegnato il sorriso. A trasformare le negatività in atti concreti e positivi. Mai avrei pensato che a Chiara Lubich interessasse il balletto. Non disprezzava nulla, tutto per lei nasceva dal creato ed era emanazione di Dio. Mi esibivo non per mia vanagloria ma per la gloria del Signore. Ero una ‘ballerina antidiva’ come scrisse un noto giornalista -ha concluso- sempre, orgogliosamente antidiva”.