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Vaccino Covid, Rasi: “Al momento non c’è emergenza dosi” 

Vaccino Covid, Rasi: Al momento non c'è emergenza dosi

Afp

Pubblicato il: 04/01/2021 16:24

Sulle dosi di vaccino anti covid “in questo momento non mi sembra ci sia una situazione di emergenza. Intanto, bisogna vedere se gli Stati saranno in grado di assorbire le dosi già a disposizione”. Lo afferma Guido Rasi, docente di Microbiologia all’università Tor Vergata ed ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), a ‘Timeline’ su Sky Tg24. “Complessivamente la pianificazione mi sembra valida, quello che sarà il momento della verità – spiega – è vedere, dopo quattro o sei settimane di vaccinazione, come si stabilizza”.

Bisognerà vedere, secondo Rasi, “se gli altri due vaccini, previsti in arrivo per la fine del terzo trimestre, saranno disponibili o meno, a quel punto potrebbe esserci un problema. Preoccuparsi è giusto, la polemica mi sembra un po’ precoce”, sottolinea. Rispondendo alla domanda sul perché in Europa si sia puntato molto su alcuni vaccini che stanno avendo ritardi, l’esperto ricorda che “fino a metà ottobre nessuno sapeva quale vaccino sarebbe stato disponibile. Il caso AstraZeneca è emblematico: tutti pensavano che arrivasse per primo, poi ha incontrato, come è logico aspettarsi, qualche intoppo sulla fase sperimentale. Altri che sembravano più in ritardo, sono arrivati prima. Insomma, la palla di cristallo non la ha nessuno”.

Rasi si dice quindi “molto contrario” alla politica della Gran Bretagna di somministrare una prima dose a più persone possibile ritardando la somministrazione della seconda dose. “Abbiamo poche certezze in questa pandemia, una di queste ci viene dai dati sperimentali, che suggeriscono di fare le due dosi a distanza di tre settimane. Dopo una settimana dalla seconda dose si raggiunge l’immunità”, ha spiegato.

“Avere la certezza del 90% della popolazione immune – sottolinea – è una cosa, avere l’incertezza di una popolazione che non si sa a che punto è vaccinata è un disastro, una perdita di controllo della situazione. E’ un pasticcio”.

Per l’esperto, “la cosa importante è iniziare a vaccinare tanto, avere una popolazione immune e non fare il pasticcio della Gran Bretagna, che avrà una popolazione che prende una dose e non si sa a che punto sarà, rispettare la tabella di marcia vaccinando il più possibile. Ci saranno aree in cui avremo intere comunità vaccinate, che romperanno i canali di diffusione del virus. Ma è importante andare in fretta – sollecita – perché si stanno diffondendo le varianti più infettive”.