• Playtheone energy

  • Playtheone energy

  • Playtheone energy

Vaccino Covid, Gori: “In Lombardia ritardo sconcertante”  

Vaccino Covid, Gori: In Lombardia ritardo sconcertante

(Fotogramma)

Pubblicato il: 05/01/2021 07:53

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, si dice “sconcertato” dal ritardo sui vaccini anti-Covid della Regione Lombardia. “Mi sembra incredibile – spiega Gori sulle colonne di ‘la Repubblica’ – che in questa regione, la più colpita dalla pandemia, si sia ritenuto di iniziare così lentamente rispettando ferie e giorni festivi come se vaccinare le persone non fosse la priorità assoluta. Un vaccino in più è una vita in più messa al sicuro: andare avanti rapidamente è un imperativo. Fare un bilancio dopo pochi giorni è prematuro, è vero, ma non è presto per prendere la misura giusta”.

Per il primo cittadino di Bergamo, la misura giusta dovrebbe essere “il senso dell’urgenza plasticamente leggibile nell’organizzazione di Israele, che sta vaccinando i suoi abitanti sette giorni su sette, 24 ore su 24. Ecco qual è la giusta velocità”. A Bergamo, la città simbolo della prima ondata, la campagna partirà oggi. “Purtroppo – afferma Gori – è la Regione che comanda. Non c’è spazio di autonomia per i singoli ospedali. Mi auguro che la situazione possa rapidamente cambiare. Soprattutto quando si tratterà di vaccinare la popolazione servirà tutt’altro passo”.

Quello che serve ora in Lombardia, osserva Gori, è “organizzarsi per fare decine di migliaia di dosi al giorno, al netto dei richiami. Per avere una vera immunità di gregge dobbiamo raggiungere il 70% della popolazione. Vogliamo arrivarci almeno entro settembre? I conti si fanno alla svelta. Solo in Lombardia ciò richiede che si facciano almeno 30 mila vaccini al giorno e altrettante seconde dosi. L’assessore Gallera ci ha detto che tra qualche giorno arriveremo a 10 mila. Se il passo è questo, ci metteremo due anni”.

Prosegue Gori: “Leggo di padiglioni, bandi, centri per le prenotazioni: va tutto benissimo, in aggiunta. La base, il cuore della campagna vaccinale per tutta Italia, dev’essere la rete, stabile e capillare, dei medici di famiglia, aiutata dai Comuni per la logistica. Naturalmente funzionerà quando avremo gli altri vaccini, che a differenza di quello Pfizer non hanno bisogno di essere conservati a meno 70 gradi, ma solo così riusciremo a raggiungere tutti nel più breve tempo possibile. C’è un’analisi fatta da Lorenzo Ruffino per Pagella Politica: vaccinando gli over 90, 791 mila in Italia, l’1,3% della popolazione, i decessi per Covid diminuirebbero del 19%; immunizzando gli over 80 anni, 4,4 milioni, il 7,4%, la mortalità calerebbe del 58%. Le sembra poco?”

Quanto alla disponibilità dei medici di famiglia, “il presidente dell’ordine di Bergamo è più convinto di me – sottolinea il sindaco -. E i Comuni metterebbero a disposizione tutti gli spazi necessari, come già abbiamo fatto per i vaccini antinfluenzali. Riportando tutto alla dimensione comunale non sono ritmi pazzeschi. Per una città da 120 mila abitanti come Bergamo, mille somministrazioni al giorno. Quando come amministrazione abbiamo organizzato la campagna gratuita di test sierologici nelle palestre abbiamo coinvolto anche 2 mila persone al giorno”.

Poi, replicando a chi gli chiede se l’ha convinto la risposta di Gallera che ha dato la ‘colpa’ per i ritardi alle ferie dei medici, Gori spiega: “No che non m’ha convinto. Questa dev’essere la priorità numero uno, per la salute e per far ripartire economia e lavoro. Ovviamente deve funzionare tutta la catena, a partire dall’approvvigionamento dei vaccini di cui ha competenza il commissario straordinario. Ma la somministrazione spetta alla Regione. E francamente non è accettabile che la terra più martoriata sia stata la più lenta a partire. A ieri mattina, il Lazio era a quasi il 50%, noi fanalino di coda, con meno del 4. In questo contesto, la risposta di Gallera non sta né in cielo né in terra, come peraltro gli ha fatto notare la sua stessa maggioranza. Il giudizio politico su questa maggioranza non può essere circoscritto solo a Gallera, ma lui è l’assessore alla Sanità. Se si deve dimettere? Avrebbe dovuto farlo da tempo”.