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L’outlook degli enti locali diventa negativo, Moody’s spiega perchè 

(Adnkronos)

Passa da stabile a negativo l’outlook degli enti pubblici locali italiani. E’ Moody’s a rivederlo e a spiegare le ragioni della modifica con gli effetti della pandemia, che causerà minori entrate tributarie e maggiori spese nei prossimi 12-18 mesi. Massimo Visconti, vice president – senior credit officer di Moody’s, spiega all’Adnkronos che le Regioni e i Comuni ”potrebbero iniziare a portare avanti piani di sviluppo non prima del 2022”. La società ritiene infatti che nel corso del 2021 gli investimenti saranno ancora piuttosto bassi e che comunque occorrerà vedere lo sviluppo del next generation plan. Ma la situazione porta anche altri risvolti a livello di bilancio. Visconti sottolinea che ”se gli investimenti non riprenderanno a ritmi più consoni il processo di indebitamento degli enti locali continuerà a diminuire”. E perchè l’agenzia torni a rivedere l’outlook verso l’alto, occorrerà prima che ”si stabilizzi la situazione per quanto riguarda i flussi di entrata provenienti dalle tasse che dovranno realizzarsi per effetto di una migliorata condizione economica strutturale per i prossimi anni e non solamente come un rimbalzo del 2021”.

Visconti spiega che dovrà poi esserci anche ”un rafforzamento della programmazione e una definizione della spesa sanitaria che punti ad ottimizzare quegli aspetti che sono andati un po’ in crisi per effetto della pandemia. In questo senso permetteranno di creare le condizioni per la stabilizzazione del nostro Outlook una maggiore credibilità e una maggiore trasparenza nei finanziamenti del governo e nell’assegnazione che questi farà sia in parte corrente, sia in conto capitale con eventualmente l’allocazione di nuovi fondi a Regioni, Province e Comuni per l’attuazione di alcuni dei progetti del next generation plan più conosciuto come recovery fund.