(Adnkronos)

L’analisi del Centro studi Bg Saxo: il mercato azionario rialzista dello scorso anno ha fatto emergere valori elevati di rapporto EV/Sales, che è il rapporto tra il valore di una società e il suo fatturato, che non si vedevano dagli anni della dot-com bubble (fine anni ’90). Così come l’esperienza passata ha mostrato un finale drammatico a questo genere di corsa speculativa e osservando il prezzo delle azioni di Tesla, il Centro studi ritiene che gli investitori dovrebbero monitorare gli sviluppi nelle decisioni sui tassi di interesse, poiché un loro aumento potrebbe causare una correzione del prezzo di tali titoli. Ecco cinque punti su cui riflettere.

1) Nel caso di Tesla, il recente rialzo è stato alimentato da un sentimento speculativo nei confronti delle azioni green, dato che gli investitori stanno puntando sul fatto che la nuova amministrazione Biden giocherà a favore di queste società, attraverso sussidi e regolamentazioni.

2) si ritiene che la trasformazione green rimarrà uno dei principali trend di mercato nei prossimi 10 anni, sebbene quest’anno sarà più probabile assistere ad una divisione dei titoli green tra quelli di “qualità” e quelli maggiormente speculativi.

3) Le azioni speculative green possono anche essere trovate tra quelle che hanno un rapporto EV/Sales elevato e il risultato è che il fenomeno delle bubble stocks coinvolge anche altre società oltre che quelle della Silicon Valley.

4) Le azioni con basso EV/Sales (value stock) generalmente registrano una performance migliore rispetto a quelle con alto rapporto EV/Sales (growthstock). Tuttavia, dal 2014 le prime hanno drammaticamente sotto-performato in quanto gli investitori hanno progressivamente puntato sulle growth stock come conseguenza del crollo dei tassi di interesse.

5) Durante il grande crollo azionario durante gli anni della dot-com bubble, le azioni con rapporto EV/Sales elevato hanno registrato un calo dell’80% in confronto a circa il 53% degli altri quantili all’interno del Russell 1000. Lo spread tra i due gruppi (long value stocks e short growth stocks) è aumentato negli anni a seguire il 2000 e nuovamente dopo la Grande Recessione. Questo potrebbe accadere nuovamente ma non si può prevederne il momento. Infatti, lo spread ha raggiunto i minimi durante il mese di agosto dello scorso anno e da allora è aumentato (le azioni value hanno nuovamente sovra-performato), il che è correlato all’aumento dei tassi di interesse e alla reflazione.