Vaccino Covid, “non modificare tempi delle 2 dosi”: cosa si rischia    

(Adnkronos)

“E’ necessario attenersi alle correnti indicazioni di somministrazione di due dosi per i vaccini finora approvati“. E’ quanto sostiene il Comitato scientifico vaccini dell’Agenzia del farmaco (Aifa), che in una Faq appena aggiornata, fornisce chiarimenti in merito alle ipotesi e proposte circolate anche in Italia, sulla scia della strategia inglese di dare subito la prima dose a quante più persone possibili ritardando la seconda dose. “Gli studi pubblicati – si legge nella risposta alla Faq – ci dicono che una dose è sufficiente a provocare la desiderata risposta immunitaria entro due settimane e che questa risposta è fortemente potenziata dalla seconda dose. Non sappiamo quanto si prolunghi l’immunità dopo una prima dose. Una popolazione vaccinata con una sola dose vede il suo rischio di ammalarsi di Covid-19 soltanto dimezzato”. “Il Center for Disease Control negli Stati Uniti – ricordano gli esperti – ha dichiarato che per entrambi i vaccini a mRNA (Pfizer/BioNTech e Moderna) ‘la seconda dose deve essere somministrata il più vicino possibile all’intervallo raccomandato”, ovvero 21 giorni e 28 giorni rispettivamente. Analoga indicazione è stata data dall’Organizzazione mondiale della Sanità”.

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COSA SI RISCHIA – Secondo Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, con una strategia vaccinale che preveda l’uso per tutti di una prima dose ritardando il richiamo , “rischiamo di vaccinare il doppio e non proteggere nessuno“. “Sono molto contrario – afferma all’Adnkronos Salute – in questo momento, in questa situazione, a dilazionare le dosi di vaccino, facendo la prima dose e rimandando la seconda. Sarei molto rigo ati che ci possano confortare su altre strategie. Se poi ci saranno altre evidenze -conclude – le analizzeremo. Ma fino ad allora atteniamoci ai dati validati”.

Contraria al posticipo della seconda dose anche l’immunologa dell’università di Padova Antonella Viola. “E’ un azzardo – avverte sui social – L’efficacia del 95% si ottiene rispettando il protocollo clinico approvato dalle agenzie regolatorie. Cambiarlo mette a rischio la salute dei cittadini e l’intero processo. E’ irresponsabile”, ammonisce la scienziata che si inserisce così nel dibattito sull’opportunità o meno di utilizzare i vaccini disponibili per somministrare la prima dose a un numero maggiore di persone, rimandando la seconda iniezione.