Rebuzzi: “Diagnosi cuore con un ‘selfie’, ora si può”  

(Adnkronos)

“Fare una diagnosi basandosi solo su un selfie sarà possibile. Almeno per quanto riguarda le malattie cardiovascolari. Ci stiamo arrivando a passo veloce. Le zone del viso che si sono dimostrate più utili per la valutazione sono le guance e il naso. La possibilità di accumulare una grandissima quantità di dati sui pazienti ha permesso di sviluppare una serie di algoritmi capaci, almeno in parte, di formulare diagnosi e valutare la prognosi di numerose patologie”. Lo sottolinea Antonio Rebuzzi, docente di Cardiologia dell’Università Cattolica-Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, in una articolo su ‘Il Messaggero’.

“In uno degli ultimi numeri dell”European Heart Journal’, un gruppo di studiosi con a capo Shen Lin del Fuwai Hospital National Center for Cardiovascular Diseases dell’Accademia delle Scienze della Cina, ha pubblicato una interessante quanto avveniristica ricerca sulla possibilità di poter diagnosticare una malattia coronarica da una foto del viso analizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale attraverso lo sviluppo di un apposito algoritmo – prosegue Rebuzzi – Sono stati arruolati oltre 5.200 pazienti provenienti da nove centri cardiologici della Cina. A tutti è stata fatta una serie di fotografie del volto secondo un protocollo prestabilito”.

“Le stesse persone sono state quindi sottoposte ad una angiotac coronarica o una coronarografia per valutare la presenza e l’entità di eventuali ostruzioni delle coronarie – spiega il docente – Dalla somma di questi dati è stato creato al computer un algoritmo, la cui validità è stata testata su un gruppo di oltre 1000 pazienti coronaropatici. L’algoritmo ha dimostrato una modesta capacità nel predire ipertensione o diabete dalle foto del volto, ma un’elevata sensibilità (la capacità di accorgersi della presenza di malattia) che risulta superiore all’80% per la cardiopatia ischemica. Potremmo considerarlo un aiuto semplice per predire un danno coronarico”.

“Questa sensibilità – prosegue Rebuzzi – appare superiore a quella di diverse scale di valutazione oggi utilizzate. In caso di positività del test, la diagnosi va fatta con metodiche più importanti come la Tac o la coronarografia”. “L’algoritmo messo a punto dal gruppo cinese – sottolinea – è importante in quanto permette di effettuare una diagnosi di previsione abbastanza affidabile utilizzando l’analisi delle foto del viso. Perfezionato sarebbe facilmente ripetibile ed ampiamente applicabile su larga scala”.