Governo: Mattioli (Confindustria Servizi Hcfs), ‘serve stabilità, dare risposte a imprese’ 

Roma, 18 gen. (Labitalia)

“Non entro nel merito della vicenda politica. La mia preoccupazione, come presidente di Anip Confindustria e Confindustria Servizi Hcfs, è che in questo momento c’è bisogno di stabilità, c’è bisogno di dare alle aziende delle certezze. Stiamo attraversando un momento molto difficile e complicato e noi siamo un settore labor intensive, ad alta intensità di manodopera, e che è molto esposto nella quotidianità del Paese. E che quindi non può stare appresso ai riti e alle questioni legate alla politica che francamente mi appassionano e ci appassionano poco. A noi interessa avere delle risposte, risposte urgenti, non più derogabili”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Lorenzo Mattioli, presidente di Anip Confindustria e di Confindustria Servizi Hcfs, la confederazione che rappresenta il mondo delle imprese di servizi di hygiene, cleaning, facility services e labour safety solution.

Dalle pulizie alle sanificazioni, dalle lavanderie industriali alla ristorazione collettiva, Confindustria Servizi Hcfs rappresenta imprese di settori che contano circa 2 mln e mezzo di lavoratori. “Questa crisi di governo -ribadisce Mattioli- non aiuta: crea ulteriore incertezza. Questo è un momento davvero complicato e difficile che non si può gestire in un clima politico precario. Noi non facciamo politica e non parteggiamo per nessuno ma abbiamo bisogno di avere delle risposte. E subito, non possiamo più aspettare”, aggiunge.

Tanti i dossier caldi in questo momento, sottolinea Mattioli, a partire dai vaccini. “Sono iniziate le vaccinazioni nel nostro Paese. Anche i lavoratori che operano nel nostro comparto -sottolinea Mattioli- dovrebbero avere una precedenza nella campagna di vaccinazione. Questo perchè i nostri lavoratori sono in prima linea da inizio pandemia e tutto il mondo ha dato rilievo agli eroi invisibili che in Italia, a un certo punto, sembrano tornati nell’ombra. Per una questione di sicurezza dei nostri lavoratori, chiediamo la vaccinazione per i lavoratori maggiormente a rischio: addetti alle pulizie negli ospedali, nelle Rsa, nelle case di cura. Un gesto di riconoscimento e di tutela concreta che non può essere rinviato”, continua.

Richieste che fino a questo momento sono rimaste vane. “Abbiamo chiesto -sottolinea ancora Mattioli- a gran voce al capo del governo, al ministro della Salute e al commissario Arcuri di mettere una corsia preferenziale per gli addetti alle pulizie e per tutti coloro che operano nel settore dei servizi, soprattutto coloro che operano nei settori ad alta intensità di rischio Covid, che hanno quindi necessità di essere vaccinati. Purtroppo, risposte e certezze poche”.

Vaccini che sarebbero più sicurezze a dei lavoratori fin dallo scoppio della pandemia in prima linea. “Le denunce di infortunio Covid nelle pulizie rappresentato poco più del 2%, da dato ufficiale Inail. Il nostro obbiettivo è arrivare a zero”, spiega Mattioli. E per raggiungere questo obiettivo Mattioli chiede il vaccino per il lavoratori che operano nelle pulizie e nelle mense negli ambiti a rischio. “Ci piacerebbe che quanti lavorano per assicurare i servizi nei reparti Covid e nelle residenze Covid (chi fa le pulizie o lavora nelle mense) ricevessero il vaccino per continuare a lavorare sicuri”, conclude.

E nella lotta al Covid-19, secondo Mattioli, oltre ai vaccini c’è un altro punto fondamentale. “Noi lo stiamo chiedendo a gran voce e lo chiediamo al premier Conte: le sanificazioni vengano rese obbligatorie. Solo così potremo finalmente debellare il Covid”, spiega il leader di Confindustria Servizi Hcfs. Un tema, quello delle sanificazioni, ancora più centrale nelle scuole. “Sul tema della scuola la crisi politica -spiega Mattioli- non fa che creare ulteriore incertezza. Dal 9 marzo del 2020 sto chiedendo un appuntamento al ministro Azzolina, che non mi ha mai dato, e poi sto chiedendo che le scuole vengano tenute aperte e sanificate, con la sanificazione che divenga obbligatoria”.

“Siamo stati purtroppo inascoltati sul tema dei servizi scolastici, internalizzati con grave danno per le casse pubbliche e per la qualità dei servizi stessi, passati sotto la responsabilità dei dirigenti scolastici che, è palese, avrebbero ben altro a cui pensare”, continua ancora.

E Mattioli ricorda che il 2020 per le imprese dei servizi è stato un anno tutt’altro che semplice. “Il 2020 -sottolinea- è stato un anno difficile e complesso. Il nostro osservatorio è quello delle imprese di grandi dimensioni che hanno visto in alcuni casi crollare alcuni asset come le pulizie negli uffici sia pubblici sia privati, ma hanno incrementato quello strategico della sanificazione”.

“Come federazione dei Servizi -aggiunge- abbiamo il polso di diversi settori merceologici, quasi tutti colpiti dalla crisi: ristorazione collettiva con un fatturato crollato del 30% e il rischio di migliaia di licenziamenti, pulizia scolastica azzerata per via dell’internalizzazione di migliaia di lavoratori diventati dipendenti pubblici, lavanderie industriali a -60% per effetto del crollo dell’indotto turistico e della ristorazione”.”Per le imprese multiservizi, che in generale hanno anche maggiori dimensioni, gli effetti della pandemia sono attenuati, con fatturati in calo me sempre a due cifre, almeno del 10%”, aggiunge Mattioli.

Ma nel settore dei servizi la ‘protagonista’ suo malgrado del 2020 è stata la sanificazione. “La sanificazione professionale è, per noi, la madre -spiega Mattioli- di tutte la battaglie. Le imprese del settore associate in Confindustria hanno in tal senso conosciuto un vero e proprio boom per via di una domanda che non è mai stata così forte. Una cartina al tornasole ci è data dall’enorme incremento degli acquisti di prodotti da parte dei soggetti pubblici nel 2020: gli acquisti ‘Covid’ dei soli prodotti per igienizzazione e sanificazione sono cresciuto del 61%, con picco a inizio pandemia (nel mese di marzo), e post lockdown da luglio-ottobre (dati ufficiali Consip)”.

“Questo dato (seppur limitato alle sole forniture pubbliche per poco più di 30 milioni di euro) descrive già bene un mercato dei servizi più che raddoppiato, e che ha consentito alle imprese multiservizi di controbilanciare le perdite determinatesi negli altri rami d’azienda”, spiega ancora Mattioli.

Allo stesso tempo, per Mattioli, “l’incremento della sanificazione ha determinato anche situazioni di mercato opache, con operatori improvvisati e senza requisiti che hanno approfittato dell’emergenza per entrare nel comparto in maniera poco etica: parliamo di un mercato di due miliardi di metri quadri di superfici non residenziali da sanificare, per oltre due miliardi di euro di valore. Una parte di questi servizi è finita certamente nelle mani sbagliate determinando concorrenza sleale a danno degli operatori professionali”, sottolinea amaro. Come Confindustria Servizi Hcfs -spiega ancora Mattioli- ci siamo fatti portavoce della sanificazione, stilando un manuale, spiegandone l’importanza. Per noi sanificare vuol dire vaccinare, proteggere un luogo – e le persone – dal contagio”.

E i servizi, finora trascurati, secondo Mattioli, meritano più attenzione. “Si poteva, e si può ancora, istituire -spiega- un tavolo permanente per i servizi che orienti le istituzioni nel comprendere meglio il settore e valorizzarlo, accompagnando l’aspetto ‘consultivo’ con un’azione legislativa che porti l’Italia ad avere una legge quadro sui servizi che tuteli un universo di oltre 16 milioni di persone, il 70% degli occupati nel paese. Il nostro appello è anche quello a rivedere al più presto il Codice appalti, lasciandoci alle spalle, una volta per tutte, la stagione degli affidamenti al massimo ribasso”, aggiunge.

“In questi mesi -spiega Mattioli- abbiamo chiesto costante interlocuzione, offerto collaborazione e idee. Possiamo dire, senza tema di smentita, di essere i veri responsabili nel Paese. E questo senza alcuna accezione politica. Il comparto dell’igiene, pulizia e sanificazione non si è mai fermato: abbiamo favorito e sostenuto il bonus sanificazione per le imprese, ma non si vede nulla che possa garantire la sanificazione obbligatoria che, in luoghi come le scuole, sarebbe un importante argine contro la pandemia”.

Ma anche per le altre aziende dei servizi che stanno soffrendo maggiormente le restrizioni per la pandemia servono aiuti subito. “Sui ristori c’è un grave, gravissimo ritardo, le imprese tanno veramente faticando non poco, ma comunque portano avanti e stanno portando avanti il loro lavoro. L’incertezza crea ritardi. E noi in questo momento non ce lo possiamo permettere, in nessun modo”, sottolinea Mattioli.

“Oggi ci troviamo ad assistere a una crisi politica del tutto inopportuna: chiediamo a tutti di fare uno sforzo per il bene del Paese e per le imprese che ancora oggi, a fronte di indennizzi esigui, garantiscono occupazione, stipendi, equilibrio sociale. E questo almeno sino a quando non verrà rimosso il blocco dei licenziamenti, momento i cui esiti potrebbero essere devastanti”, aggiunge ancora.

Un aiuto per il settore dei servizi come per tutto il Paese potrebbe arrivare, sottolinea Mattioli, dall’Europa. “Un grande cantiere dei servizi agganciato al Recovery fund è auspicabile, la cura degli spazi pubblici e delle persone è emersa con tutta la sua urgenza nella pandemia. Il Recovery è un’occasione per fare un ulteriore salto di qualità nell’ambito dei servizi industriali e favorire l’occupazione nel comparto deve essere uno dei temi su cui puntare in attesa di definire quel piano oggi solo abbozzato. Il governo ci coinvolga, non si può entrare in partita senza un invito e un ruolo specifico”, spiega.

“Ma le chiavi per entrare nella partita europea sono molte: la valenza sanitaria della sanificazione è innegabile, e questo offre uno spunto progettuale interessare. Non è, la nostra, una rivendicazione corporativa, ma un appello a prendersi cura del Paese”, aggiunge Mattioli.

E per Mattioli “Confindustria in questo momento sia cercando di porre all’attenzione dei temi che sono irrinunciabili”. “Non solo per le nostre imprese, non solo per i nostri dipendenti, non solo per i nostri imprenditori ma in generale per il Paese. Noi siamo sempre stati propositivi ma cerchiamo risposte. Offriamo sempre collaborazione”, conclude.

Governo: Mattioli (Confindustria Servizi Hcfs), ‘serve stabilità, dare risposte a imprese’ 

Roma, 18 gen. (Labitalia)

“Non entro nel merito della vicenda politica. La mia preoccupazione, come presidente di Anip Confindustria e Confindustria Servizi Hcfs, è che in questo momento c’è bisogno di stabilità, c’è bisogno di dare alle aziende delle certezze. Stiamo attraversando un momento molto difficile e complicato e noi siamo un settore labor intensive, ad alta intensità di manodopera, e che è molto esposto nella quotidianità del Paese. E che quindi non può stare appresso ai riti e alle questioni legate alla politica che francamente mi appassionano e ci appassionano poco. A noi interessa avere delle risposte, risposte urgenti, non più derogabili”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Lorenzo Mattioli, presidente di Anip Confindustria e di Confindustria Servizi Hcfs, la confederazione che rappresenta il mondo delle imprese di servizi di hygiene, cleaning, facility services e labour safety solution.

Dalle pulizie alle sanificazioni, dalle lavanderie industriali alla ristorazione collettiva, Confindustria Servizi Hcfs rappresenta imprese di settori che contano circa 2 mln e mezzo di lavoratori. “Questa crisi di governo -ribadisce Mattioli- non aiuta: crea ulteriore incertezza. Questo è un momento davvero complicato e difficile che non si può gestire in un clima politico precario. Noi non facciamo politica e non parteggiamo per nessuno ma abbiamo bisogno di avere delle risposte. E subito, non possiamo più aspettare”, aggiunge.

Tanti i dossier caldi in questo momento, sottolinea Mattioli, a partire dai vaccini. “Sono iniziate le vaccinazioni nel nostro Paese. Anche i lavoratori che operano nel nostro comparto -sottolinea Mattioli- dovrebbero avere una precedenza nella campagna di vaccinazione. Questo perchè i nostri lavoratori sono in prima linea da inizio pandemia e tutto il mondo ha dato rilievo agli eroi invisibili che in Italia, a un certo punto, sembrano tornati nell’ombra. Per una questione di sicurezza dei nostri lavoratori, chiediamo la vaccinazione per i lavoratori maggiormente a rischio: addetti alle pulizie negli ospedali, nelle Rsa, nelle case di cura. Un gesto di riconoscimento e di tutela concreta che non può essere rinviato”, continua.

Richieste che fino a questo momento sono rimaste vane. “Abbiamo chiesto -sottolinea ancora Mattioli- a gran voce al capo del governo, al ministro della Salute e al commissario Arcuri di mettere una corsia preferenziale per gli addetti alle pulizie e per tutti coloro che operano nel settore dei servizi, soprattutto coloro che operano nei settori ad alta intensità di rischio Covid, che hanno quindi necessità di essere vaccinati. Purtroppo, risposte e certezze poche”.

Vaccini che sarebbero più sicurezze a dei lavoratori fin dallo scoppio della pandemia in prima linea. “Le denunce di infortunio Covid nelle pulizie rappresentato poco più del 2%, da dato ufficiale Inail. Il nostro obbiettivo è arrivare a zero”, spiega Mattioli. E per raggiungere questo obiettivo Mattioli chiede il vaccino per il lavoratori che operano nelle pulizie e nelle mense negli ambiti a rischio. “Ci piacerebbe che quanti lavorano per assicurare i servizi nei reparti Covid e nelle residenze Covid (chi fa le pulizie o lavora nelle mense) ricevessero il vaccino per continuare a lavorare sicuri”, conclude.

E nella lotta al Covid-19, secondo Mattioli, oltre ai vaccini c’è un altro punto fondamentale. “Noi lo stiamo chiedendo a gran voce e lo chiediamo al premier Conte: le sanificazioni vengano rese obbligatorie. Solo così potremo finalmente debellare il Covid”, spiega il leader di Confindustria Servizi Hcfs. Un tema, quello delle sanificazioni, ancora più centrale nelle scuole. “Sul tema della scuola la crisi politica -spiega Mattioli- non fa che creare ulteriore incertezza. Dal 9 marzo del 2020 sto chiedendo un appuntamento al ministro Azzolina, che non mi ha mai dato, e poi sto chiedendo che le scuole vengano tenute aperte e sanificate, con la sanificazione che divenga obbligatoria”.

“Siamo stati purtroppo inascoltati sul tema dei servizi scolastici, internalizzati con grave danno per le casse pubbliche e per la qualità dei servizi stessi, passati sotto la responsabilità dei dirigenti scolastici che, è palese, avrebbero ben altro a cui pensare”, continua ancora.

E Mattioli ricorda che il 2020 per le imprese dei servizi è stato un anno tutt’altro che semplice. “Il 2020 -sottolinea- è stato un anno difficile e complesso. Il nostro osservatorio è quello delle imprese di grandi dimensioni che hanno visto in alcuni casi crollare alcuni asset come le pulizie negli uffici sia pubblici sia privati, ma hanno incrementato quello strategico della sanificazione”.

“Come federazione dei Servizi -aggiunge- abbiamo il polso di diversi settori merceologici, quasi tutti colpiti dalla crisi: ristorazione collettiva con un fatturato crollato del 30% e il rischio di migliaia di licenziamenti, pulizia scolastica azzerata per via dell’internalizzazione di migliaia di lavoratori diventati dipendenti pubblici, lavanderie industriali a -60% per effetto del crollo dell’indotto turistico e della ristorazione”.”Per le imprese multiservizi, che in generale hanno anche maggiori dimensioni, gli effetti della pandemia sono attenuati, con fatturati in calo me sempre a due cifre, almeno del 10%”, aggiunge Mattioli.

Ma nel settore dei servizi la ‘protagonista’ suo malgrado del 2020 è stata la sanificazione. “La sanificazione professionale è, per noi, la madre -spiega Mattioli- di tutte la battaglie. Le imprese del settore associate in Confindustria hanno in tal senso conosciuto un vero e proprio boom per via di una domanda che non è mai stata così forte. Una cartina al tornasole ci è data dall’enorme incremento degli acquisti di prodotti da parte dei soggetti pubblici nel 2020: gli acquisti ‘Covid’ dei soli prodotti per igienizzazione e sanificazione sono cresciuto del 61%, con picco a inizio pandemia (nel mese di marzo), e post lockdown da luglio-ottobre (dati ufficiali Consip)”.

“Questo dato (seppur limitato alle sole forniture pubbliche per poco più di 30 milioni di euro) descrive già bene un mercato dei servizi più che raddoppiato, e che ha consentito alle imprese multiservizi di controbilanciare le perdite determinatesi negli altri rami d’azienda”, spiega ancora Mattioli.

Allo stesso tempo, per Mattioli, “l’incremento della sanificazione ha determinato anche situazioni di mercato opache, con operatori improvvisati e senza requisiti che hanno approfittato dell’emergenza per entrare nel comparto in maniera poco etica: parliamo di un mercato di due miliardi di metri quadri di superfici non residenziali da sanificare, per oltre due miliardi di euro di valore. Una parte di questi servizi è finita certamente nelle mani sbagliate determinando concorrenza sleale a danno degli operatori professionali”, sottolinea amaro. Come Confindustria Servizi Hcfs -spiega ancora Mattioli- ci siamo fatti portavoce della sanificazione, stilando un manuale, spiegandone l’importanza. Per noi sanificare vuol dire vaccinare, proteggere un luogo – e le persone – dal contagio”.

E i servizi, finora trascurati, secondo Mattioli, meritano più attenzione. “Si poteva, e si può ancora, istituire -spiega- un tavolo permanente per i servizi che orienti le istituzioni nel comprendere meglio il settore e valorizzarlo, accompagnando l’aspetto ‘consultivo’ con un’azione legislativa che porti l’Italia ad avere una legge quadro sui servizi che tuteli un universo di oltre 16 milioni di persone, il 70% degli occupati nel paese. Il nostro appello è anche quello a rivedere al più presto il Codice appalti, lasciandoci alle spalle, una volta per tutte, la stagione degli affidamenti al massimo ribasso”, aggiunge.

“In questi mesi -spiega Mattioli- abbiamo chiesto costante interlocuzione, offerto collaborazione e idee. Possiamo dire, senza tema di smentita, di essere i veri responsabili nel Paese. E questo senza alcuna accezione politica. Il comparto dell’igiene, pulizia e sanificazione non si è mai fermato: abbiamo favorito e sostenuto il bonus sanificazione per le imprese, ma non si vede nulla che possa garantire la sanificazione obbligatoria che, in luoghi come le scuole, sarebbe un importante argine contro la pandemia”.

Ma anche per le altre aziende dei servizi che stanno soffrendo maggiormente le restrizioni per la pandemia servono aiuti subito. “Sui ristori c’è un grave, gravissimo ritardo, le imprese tanno veramente faticando non poco, ma comunque portano avanti e stanno portando avanti il loro lavoro. L’incertezza crea ritardi. E noi in questo momento non ce lo possiamo permettere, in nessun modo”, sottolinea Mattioli.

“Oggi ci troviamo ad assistere a una crisi politica del tutto inopportuna: chiediamo a tutti di fare uno sforzo per il bene del Paese e per le imprese che ancora oggi, a fronte di indennizzi esigui, garantiscono occupazione, stipendi, equilibrio sociale. E questo almeno sino a quando non verrà rimosso il blocco dei licenziamenti, momento i cui esiti potrebbero essere devastanti”, aggiunge ancora.

Un aiuto per il settore dei servizi come per tutto il Paese potrebbe arrivare, sottolinea Mattioli, dall’Europa. “Un grande cantiere dei servizi agganciato al Recovery fund è auspicabile, la cura degli spazi pubblici e delle persone è emersa con tutta la sua urgenza nella pandemia. Il Recovery è un’occasione per fare un ulteriore salto di qualità nell’ambito dei servizi industriali e favorire l’occupazione nel comparto deve essere uno dei temi su cui puntare in attesa di definire quel piano oggi solo abbozzato. Il governo ci coinvolga, non si può entrare in partita senza un invito e un ruolo specifico”, spiega.

“Ma le chiavi per entrare nella partita europea sono molte: la valenza sanitaria della sanificazione è innegabile, e questo offre uno spunto progettuale interessare. Non è, la nostra, una rivendicazione corporativa, ma un appello a prendersi cura del Paese”, aggiunge Mattioli.

E per Mattioli “Confindustria in questo momento sia cercando di porre all’attenzione dei temi che sono irrinunciabili”. “Non solo per le nostre imprese, non solo per i nostri dipendenti, non solo per i nostri imprenditori ma in generale per il Paese. Noi siamo sempre stati propositivi ma cerchiamo risposte. Offriamo sempre collaborazione”, conclude.