Navalny resta in carcere, respinto ricorso contro custodia cautelare 

(Adnkronos)

Respinto il ricorso contro la custodia cautelare di 30 giorni di Aleksei Navalny. L’oppositore rimarrà in carcere. In un breve intervento dal carcere della Matrosskaya Tishina in cui è detenuto, e da cui ha assistito all’udienza in collegamento video, Navalny ha parlato dei manifestanti scesi in piazza sabato scorso, e che sono chiamati a tornare a protestare domenica, come dei “veri patrioti della Russia, la barriera che impedisce al Paese di scivolare nel degrado completo”. La sentenza che conferma la sua detenzione preventiva è stata emessa dal giudice del tribunale distrettuale di Mosca Musa Musayev.

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Intanto 48 ore di custodia cautelare sono state disposte per diversi collaboratori di Navalny, per il fratello Oleg, la giurista Lyubov Sobol, e la direttrice del sindacato indipendente Alleanza dei medici, e medico di Navalny, Anastasia Vasilyeva, per presunte violazioni delle norme sanitarie contro la diffusione del covid, un reato punibile con due anni di carcere e cinque se si è provocata la morte di qualcuno.

Il comitato inquirente ha aperto una inchiesta a carico di Leonid Volkov, il coordinatore regionale della struttura politica di Navalny, con l’accusa di aver coinvolto minori nella protesta in sostegno dell’oppositore, che nella tarda mattinata di oggi è comparso, in video dalla prigione di Matrosskaya Tishina, all’udienza per il ricorso del provvedimento di custodia cautelare di 30 giorni. Custodia cautelare per 48 ore, per violazione delle norme anti covid, anche per l’attivista delle Pussy Riot, Maria Alyokhina. Ieri sono state perquisite le abitazioni di almeno altre 15 persone dell’entourage di Navalny.

L’agenzia per la regolamentazione dei media, Rozkomnadzor, ha annunciato sanzioni per le piattaforme social (Facebook, Instagram, TikTok, VKontakte, Odnoklassniki e youtube) per non aver cancellato i post con hashtag connessi alle proteste, come era stato chiesto la scorsa settimana.

Il Cremlino difende l’ondata di provvedimenti giudiziari a carico degli attivisti: “ci sono state molte violazioni delle leggi, la giustizia sta facendo il suo corso. La questione non è cosa pensa il Cremlino, ma quello di cui hanno bisogno le forze dell’ordine per garantire legalità e ordine”, ha dichiarato il portavoce, Dmitry Peskov.