Crisi governo, Draghi accetta incarico: le news di oggi   

(Adnkronos)

Naufragato il Conte ter, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato per oggi al Quirinale l’ex presidente della Bce, Mario Draghi, per ricevere l’incarico a formare un esecutivo “di alto profilo”. Sfavorevole all’ipotesi di un governo tecnico il Movimento Cinque Stelle, che ha già detto che non sosterrà un esecutivo di questo tipo. Mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni insistono per le elezioni anticipate.

10.30 – “È sufficiente ripercorrere le dichiarazioni delle ultime settimane per individuare chi ha invocato Draghi e chi ha dichiarato ‘con fuori Conte, si può parlare di tutto’. Si tratta di Renzi, Berlusconi e Salvini. Persone che hanno dato prova di quanto tengano solo alla moltiplicazione delle proprie poltrone e al proprio potere. Sono gli stessi che hanno accusato i parlamentari del M5S di essere poveracci senza arte né parte pronti a ingoiare di tutto pur di non andare a votare. Abbiamo dimostrato esattamente il contrario. Il M5S non voterà la fiducia a Draghi”. Lo scrive su Fb la senatrice del M5s, Barbara Lezzi.

1o.25 – “Temo che Draghi, per i veti reciproci tra gli schieramenti, abbia in Parlamento meno voti di Conte. Senza i Cinque Stelle non c’è né la formula Ursula né il Pd può stare con la Lega a sostenere lo stesso governo”. Lo dice all’Adnkronos il Sindaco di Benevento Clemente Matella. A quel punto, sottolinea, “resterebbero a sostenerlo solo Pd, Forza Italia e italia viva” ma “se cosi fosse occorrerebbero responsabili a gogò. Scomparsa la politica -sentenzia Mastella- resta l’ aritmetica. E come diceva Totò è ‘la somma che fa il totale”.

10.20 – “Condivido totalmente il monito di ieri sera del presidente della Repubblica Mattarella, anzi mi auguravo che tutto questo avvenisse già un anno fa, all’inizio della pandemia, quando ci siamo resi conto della gravità della situazione sanitaria, economica e sociale. Bisognava allora fare un Governo di unità nazionale, di alto profilo, ma si è preferita un’altra strada: quella di buttare 140 miliardi di euro, quella di riempire il Parlamento e il Paese di dpcm e di decreti legge, quella di ridurre ai minimi termini il ruolo delle Camere, e il risultato è che non ne siamo ancora fuori”. Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, intervenendo a ‘24Mattino’ su Radio 24.

10.15 – “Confido nel sì di molti colleghi M5s. Oggi alle 14 avremo l’assemblea on line del gruppo Pd Camera. Non ho dubbi all’esito: il Pd fa tanti errori ma sui fondamentali non sbaglia. Confido, tra gli altri, anche nel sì di molti colleghi del gruppo M5S con cui abbiamo lavorato molto bene in tutti questi mesi: pur comprendendo le difficoltà ben pochi capirebbero come, dopo aver votato la presidente della Commissione Ue, scelta che favorì in modo decisivo la nascita del Conte 2, e dopo aver impostato la crisi in nome della formazione di una maggioranza europeista, potrebbero ora votare No”. Lo ha detto il deputato del Pd, Stefano Ceccanti.

10 – “Fratelli d’Italia ha indicato nel ricorso alle urne la strada legittima per risolvere la crisi, così funziona una democrazia. Questo Parlamento è delegittimato nella qualità e nei numeri. Stupisce che per le elezioni amministrative si possa votare e farlo per le politiche risulterebbe drammatico. Dall’opposizione, con coerenza, sosterremo ogni iniziativa utile per l’Italia”. Lo ha detto ai microfoni di Radio Anch’io il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

9.45 – “Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l’appello del presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l’Italia”. Lo ha scritto su Twitter il leader di Iv, Matteo Renzi.

9.30 – “Porto enorme rispetto per il Presidente della Repubblica ma quando ieri sera ho sentito che se vai a votare ti ammali mi sono un po’ cascate le braccia”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a ‘Omnibus’ su La7. “Nel centrodestra in queste settimane ci siamo mossi compatti e continueremo a muoverci compatti”.

9.15 -“Quando Mattarella è costretto a rivolgere un appello a tutte le forze politiche per superare una situazione di stallo e di vuoto, vuol dire che c’è stato un fallimento degli ordinari meccanismi della politica. Questo fallimento ha delle responsabilità ben precise che non possono essere nascoste, perché questa è una forma più sofisticata dell’antipolitica. Fare di tutta un’erba un fascio e dire che è la ‘politica’ e non individuare chi ha impedito la nascita di un governo, ha un nome e un cognome, una sigla è un errore, è populismo, è antipolitica dall’alto”. Lo ha detto il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, a Radio Immagina, la web radio del partito. “Il Pd ha svolto la sua funzione, ha lavorato per la nascita di un governo ma è stata impedita, è stata fatta saltare da una scelta di Iv e di Matteo Renzi. Quindi per favore non parliamo indistintamente di fallimento della politica”, ha concluso Orlando.

9.05 – “Mi pare molto difficile sostenere un governo di questo tipo”. Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana e parlamentare di Liberi e Uguali, Nicola Fratoianni esprimendo un giudizio sul governo guidato da Mario Draghi.

9.00 – “Intanto vediamo con quali voti può nascere questo governo. Ho sentito che il M5S dice di no, Salvini è abbastanza prudente, la Meloni non mi sembra abbia accolto con salti di gioia l’opzione Draghi. Non credo che Draghi sia così sprovveduto da andare in Parlamento con numeri più risicati di quelli che aveva Monti. Vedo più che altro i giornalisti, l’establishment esultare per Draghi, però la via parlamentare non è così scontata. Può darsi che il M5s che ha votato il governo sovranista e poi quello europeista alla fine voterà anche Draghi”. Lo ha affermato Gianluigi Paragone, senatore del gruppo misto e fondatore di No Europa per l’Italia – Italexit, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus.

8.50 – “Non si può non stimare Mario Draghi, la sua storia, i suoi meriti verso il Paese. Ma il suo arrivo è la sconfitta della politica e i colleghi che ne esultano vanno più commiserati che criticati. Il pazzo ride della sua sventura”. Lo afferma il vice capogruppo di Fi alla Camera, Gianfranco Rotondi su Twitter.