Draghi mette il turbo al Ftse MIb

Milano, 3 feb. (Adnkronos)

Se c’era un candidato premier in grado di riscuotere consensi tra gli operatori finanziari, quello era Mario Draghi. Se mai ce ne fosse bisogno, oggi Piazza Affari lo ha ribadito a gran voce: da un lato il Ftse Mib ha terminato con un rialzo del 2,09% a 22.527,9 punti, dall’altro lo spread Btp-Bund ha registrato un tonfo di oltre 7 punti percentuali riportandosi sui minimi dal 2016 a 105 punti base.

Quella di Mario Draghi rappresenta il ‘best case’, ha commentato Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA SGR, “non solo per lo standing del personaggio, indubbio, ma per il senso di sicurezza e preparazione che proietterebbe sui tavoli europei in nome dell’Italia”.

A guidare i rialzi sul Ftse Mib sono Atlantia e Poste Italiane, salite rispettivamente del 6,08 e del 7,13%. In particolare evidenza anche gli acquisti sul terzetto formato da UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banco BPM, in aumento rispettivamente del 4,18, del 4,29% e del 3,75%.Primissime posizioni anche per BPER (+5,57%), in attesa dei conti del quarto trimestre. Assodate le tante performance positive, focus su quei pochi titoli che hanno chiuso con il segno meno come Ferrari (-3,65%), all’indomani dei conti, Diasorin (-1,62%), che da un po’ si muove in controtendenza rispetto all’andamento di Piazza Affari, e STMicroelectronics (-0,65%). (in collaborazione con money.it)